Cafiero de Raho: «Lotta alle mafie, con la crisi l’Italia ha perso gli anticorpi»

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di Gigi Di Fiore

Mafie che sparano di meno, mafie mimetizzate, mafie nascoste su tutto il territorio nazionale. L’osservatorio di Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia, è privilegiato nell’analisi di questa realtà.

Procuratore Cafiero de Raho, perché le mafie sparano di meno?
«Gli episodi violenti nascono quando esplodono contrasti tra gruppi per la supremazia sul territorio o la gestione di affari. Sono espressione di una fase patologica negli equilibri criminali».

La diminuzione di episodi di sangue, quindi, significa che le mafie gestiscono i loro affari senza frizioni?
«In un certo senso, significa che ci troviamo di fronte a strutture mafiose di grande forza economica e di capacità nel gestire i diversi traffici illeciti, primo fra tutti quello degli stupefacenti».

Partiamo da Napoli. Le stese sono gesti di piccoli gruppi di giovani, o nascondono dell’altro?
«Ci si è soffermati molto sulle stese, come episodi di gruppi camorristici deboli. Il territorio cittadino napoletano è sempre occupato da clan storici come i Mazzarella o i gruppi di Secondigliano. Lo stesso avviene in provincia con altre famiglie. I veri affari sono gestiti da questi clan storici».

Gli omicidi a Napoli sono espressioni di nuovi clan che si affermano su altri?
«Spesso sono manifestazioni di frizioni episodiche. Le repressioni giudiziarie sono efficaci e qualche gruppo, come la famosa paranza dei bambini, ha avuto vita breve rispetto ai clan storici che hanno continuato a gestire i loro sostanziosi affari mentre gli altri si contendevano piccole aree di spaccio di droga».

Nella provincia di Caserta, un solo omicidio in dieci anni. I Casalesi sono scomparsi?
«Difficile che un sistema economico che, sull’illegalità, aveva monopolizzato un’intera provincia, gestendo e infiltrandosi nei grandi appalti, sia scomparso. La parte militare di un clan si sostituisce con facilità, di giovani disperati ce ne sono ancora tanti. È la struttura economica, alimentata dall’attività di insospettabili, è invece il nocciolo duro nella persistenza dei clan. E su questo, ci sono ancora inchieste in corso».
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Sabato 13 Aprile 2019, 07:12 - Ultimo aggiornamento: 13-04-2019 09:30
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1 di 1 commenti presenti
2019-04-13 09:14:12
L'Italia ha perso gli anicorpi? Ma quando mai li ha avuti...Dopo lo scellerato patto Stato-Mafia di 160 anni fa', Le Mafie sono le vere protagoniste della scena politica di questo non Paese.

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