Caldo record, a Roma oltre 40 gradi. Il picco in Sicilia (47°) e Sardegna (46°). Domani 23 bollini rossi, da giovedì prima tregua

La situazione potrebbe cambiare dopo ferragosto, quando potrebbe verificarsi "una tendenza verso un picco"

Caldo, quando finisce? Tregua da giovedì (ma non per tutta l'Italia)
Caldo, quando finisce? Tregua da giovedì (ma non per tutta l'Italia)
Martedì 18 Luglio 2023, 10:12 - Ultimo agg. 19 Luglio, 14:12
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Venti città da bollino rosso, nella capitale termometro da record che va oltre i 42 gradi, in Sicilia si arriva al picco di 47 gradi e la Sardegna che segna quota 46: un'ondata di calore che investe l'intera penisola, dal Monte Rosa ai boschi del Trapanese. La chiamano Caronte, e ancora non ha terminato di traghettare l'Italia attraverso le fiamme di un luglio rovente. Domani sarà un'altra giornata clou: le città col bollino rosso saliranno a 23. Poi, a partire da giovedì, e progressivamente, l'afa dovrebbe attenuarsi a partire dalle grandi città del nord, come Bologna, Bolzano, Brescia, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona; saranno "solo" 18 i bollini rossi di dopodomani. Ma sono giornate col fiato corto in tante città dello Stivale. 

La situazione a Roma

Sorvegliata speciale è stata Roma, dove il termometro oggi era previsto superare il record del luglio 1983 di 39,4 gradi. In strada la Protezione Civile, 80 operatori pronti a distribuire bottigliette d'acqua e borracce al Colosseo. Tante le chiamate al 118, quasi il 15% in più. Pochissimi gli anziani in giro in tutta la città: «Hanno ascoltato i consigli» spiegano i volontari della Croce Rossa. Ma almeno tre persone, alle fermate degli autobus, si sono sentite male. 

L'allarme nel resto del Paese

Scene che si sono viste anche in altre città d'Italia: ad Ancona, per esempio, c'è stata una raffica d'accessi al pronto soccorso e un picco di chiamate al 118. Anche in Basilicata si è registrato un aumento di pazienti nei reparti di pronto intervento, in particolare anziani disidratati. In Molise è ormai ufficiale: con gli oltre 38 gradi registrati ieri, Campobasso ha vissuto il luglio più caldo di sempre. Napoli, dove le Asl erano in allerta, ha reagito al gran caldo andando al mare: già stamattina l'arenile era pieno. Rimanendo al sud, in Calabria caldo generalizzato, ma senza temperature estreme. Roghi in Sicilia dove Sciacca e Mazara del Vallo hanno toccato le temperature più alte con 46-47 gradi: dopo quello di ieri nella riserva di Monte Bonifato ad Alcamo, nel Trapanese, oggi si sono registrati incendi anche nel Palermitano. Allerta incendi anche in Sardegna, dove la colonnina nel Campidano e nell'Iglesiente è arrivata a 45-46 gradi. A Canosa, in Puglia, pomeriggio di black out. Non è andata molto meglio in montagna, con lo zero termico intorno ai 5000m. Le temperature più elevate si sono registrate soprattutto sull'Appennino, con punte di 38° C a 700-800m, come nel caso de l'Aquila e Campobasso, e 34° C a Laceno a circa 1100m. Il Veneto s'è svegliato con minime tutte intorno ai 20 gradi, se non oltre. In Trentino la previsione di giornata erano minime di 20 gradi e massime di 35 a fondovalle. A Bolzano, però, un temporale con forti raffiche di vento ha sradicato un albero, mentre a Terlano un grosso ramo è precipitato sul prato della piscina e sul parcheggio danneggiando alcune autovetture. Un caso isolato rispetto all'ondata generale di calura: rimanendo sulle Alpi, stamattina anche il Monte Rosa faceva registrare a quasi 4.500 metri una temperatura ben sopra lo zero. In Emilia-Romagna domani Bologna, Ferrara e dintorni si aspettano di arrivare a quota 40 gradi, mentre oggi l'Umbria li ha già toccati a Orvieto, che si conferma la città più calda di tutta la Regione e tra le più calde dell'intero centro Italia.

I consigli

Il messaggio che arriva dalle autorità, in ogni caso, è sempre lo stesso: «Non uscire nelle ore più calde - ha confermato oggi il ministro della Salute Orazio Schillaci - Abbiamo potenziato l'assistenza sanitaria, e abbiamo introdotto un nuovo percorso nei pronto soccorso».

Ai quali però ci si dovrebbe rivolgere solo «in caso di patologie gravi, per gli altri ci sono i medici di famiglia, l'assistenza territoriale e la guardia medica». Il ministro non vede però all'orizzonte «provvedimenti estremi» come chiusure di monumenti o misure anti-assembramenti in alcuni orari: «Mi sono confrontato con il ministro Sangiuliano - ha detto Schillaci - e abbiamo visto che negli anni scorsi ci sono state ondate di calore confrontabili a quelle di quest'anno e mai sono state prese queste misure così estreme».

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