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Caldo, che estate sarà? «Temperature record, agricoltura in crisi e acqua razionata»

Giovedì 16 Giugno 2022 di Gianluca Cordella
Caldo, come sarà l'estate degli italiani? «Temperature record, agricoltura in crisi e acqua razionata»

Caldo, tanto. E poi agricoltura ed economia in sofferenza, acqua razionata e l'incubo di incendi boschivi e alluvioni che sono qualcosa in più di una teorica possibilità. Il quadro estivo dell'Italia già in ginocchio per la siccità non è che sia dei più rosei. «Perché di fatto siamo in estate dal 1° maggio», ci spiega Edoardo Ferrara di 3b Meteo. «L'anomalia ce l'abbiamo ormai dalla fine dello scorso anno - analizza il meteorologo - L'autunno ha avuto meno piogge della media, soprattutto al Nord. Sono poi seguiti un inverno e una primavera particolarmente siccitosi. Ci sono state pochissime perturbazioni atlantiche, quelle che distribuiscono le piogge democraticamente sul territorio, e abbiamo avuto spesso questo anomalo anticiclone di blocco sull'Europa occidentale. Già a marzo eravamo in condizioni critiche, poi abbiamo avuto aprile e maggio - che normalmente sono mesi molto piovosi - che sono risultati a loro volta pesantamente sottomedia. E adesso ci ritroviamo che inizia l'estate e siamo praticamente a secco. Maggio è stato tra i più caldi degli ultimi 50 anni, di fatto un mese estivo».

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E a luglio e agosto non ci si può certo aspettare le piogge che rimettano a posto le cose...

«Le premesse non sono buone. Se anche dovessero esserci dei temporali, distribuirebbero le piogge molto a livello localizzato. Magari c'è un allagamento in un Paese e in quello a fianco non cade una goccia d'acqua. Le piogge che arrivano adesso non vanno ad accrescere il manto nevoso sulle Alpi come succede in autunno e inverno, quel manto nevoso che poi funge da distributore di acqua, che viene rilasciata lentamente nella stagione calda. I temporali non risolveranno il deficit idrico».

A quali rischi andiamo incontro?

«Ci sono diversi livelli di rischio. C'è il problema ambientale, per la sofferenza del territorio e l'ulteriore arretramento dei ghiacciai. E poi c'è un problema di sviluppo economico. Un deficit idrico che si ripercuote pesantamente sul mondo agricolo, in cui si dovrà razionare l'acqua mandando le culture in sofferenza più facilmente. E anche sull'uso domestico, dove ci sarà un razionamento dell'acqua come già sta avvenendo in molti comuni in prossimità del Po».

Con sacrifici importanti per le persone. Siamo solo al 15 giugno...

«Certo, se fossimo a fine agosto, diremmo “ok, è una situazione anomala ma si sta avvicinando l'autunnno”. Invece adesso l'estate deve ancora iniziare...».

Siccità e rischio di incendi boschivi vanno di pari passo?

«Sui terreni più aridi il rischio aumenta. Ma non solo. In presenza di temporali violenti, i terreni aridi assorbono meno facilmente l'acqua e quindi paradossalmente vengono a crearsi quelle situazioni alluvionali dovuti a un suolo duro e impermeabile».

Questa situazione è figlia di cambiamenti climatici stabili?

«Ci sono due piani di analisi. La prima osservazione è che questa particolare anomalia della pioggia è dovuta al posizionamento di questo anticiclone sull'Europa occidentale che non permette l'ingresso alle perturbazioni da mesi. E questo è un pattern meteorologico che non ha a che fare con il cambiamento climatico. Su questo però va a gravare il fatto che viviamo temperature sempre più calde e questo sì che invece rientra nel cambiamento climatico. L'aria calda che arriva dal Nord Africa è sempre più rovente, le ondate aumentano di intensità e frequenza. La risposta alla domanda è all'incrocio tra questi due piani».

Ultimo aggiornamento: 23:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA