CORONAVIRUS

Cambio colore regioni dopo Pasqua: Campania e Veneto verso zona arancione, Marche in bilico

Giovedì 1 Aprile 2021 di Stefania Piras
Zona rossa e zona arancione, domani l'Iss fa il punto sull'epidemia e si decide il cambio dei colori

Domani si potrebbe decidere il nuovo cambio dei colori delle regioni: o rosso o arancione (la zona gialla è sospesa) dal 7 aprile. Dal 7 aprile perché l' Italia sarà in lockdown il 4, 5 e 6 aprile, i giorni corrispondenti alla Pasqua

Domani è venerdì e ci sarà il consueto monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità. La situazione dell'epidemia in Italia rimane molto delicata: in questo momento ci sono 11 regioni e una provincia autonoma in zona rossa (in sostanza mezzo Paese). Tra i parametri più rilevanti da studiare per capire l'andamento dei contagi c'è l'incidenza dei casi ogni 100mila abitanti e il grado di saturazione dei reparti di terapia intensiva. Ci sono regioni in zona rossa che mantengono questa incidenza alta: sopra i 250 casi ogni 100mila abitanti. Questi territori con tutta probabilità rimarranno rossi fino al 20 aprile. Vediamo quali sono.

Perché e come cambiano i colori

Se una regione viene classificata in zona rossa (250 casi X 100.000 abitanti e Rt sopra 1,25) ci deve rimanere per almeno due settimane. L'obiettivo è appiattire la curva dei contagi limitando contatti e spostamenti al massimo per un periodo relativamente lungo: 14 giorni, e non 7, appunto. Per passare in zona arancione è fondamentale la «permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive». 

Se una regione viene classificata in zona arancione, non servono 14 giorni per riportarla in fascia rossa. Se peggiora nel corso di una settimana, viene subito ricollocata in zona rossa. Esempio: il Lazio è uscito martedì dalla zona rossa per tornare in zona arancione. Se l'epidemia peggiora, tornerebbe immediatamente in zona rossa.

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Zona rossa

Sono attualmente in zona rossa Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d'Aosta, Veneto e alla Provincia Autonoma di Trento. 

Le regioni sorvegliate speciali sono la Lombardia, l’Emilia-Romagna, la Toscana, la Puglia, il Piemonte, il Friuli-Venezia Giulia e la Valle d’Aosta. Hanno tutte un numero di contagi alto, e quindi anche un indice di contagiosità alto, pericoloso. L'incremento percentuale dei nuovi casi è ancora in crescita in 4 Regioni che 3 settimane fa si trovavano in area bianca o gialla (Calabria, Liguria, Sardegna e Valle d'Aosta). 

Secondo i dati della Fondazione Gimbe, in particolare risulta in peggioramento l'indicatore relativo ai casi attualmente positivi per 100.000 abitanti in Valle d'Aosta (721), con un incremento del 72,2% di nuovi casi (dato più alto a livello nazionale). Restano, sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica (20% contro una media nazionale del 44%) e in terapia intensiva (27% contro una media nazionale del 41%) occupati da pazienti Covid-19. 

Per la prima volta, in Piemonte, dopo cinque settimane di aumento, si registra una riduzione, seppur lieve, dei casi segnalati ma l'incidenza resta superiore a 250 casi ogni 100 mila abitanti, dato che blocca ancora la regione in zona rossa. È quanto emerge dall'anticipazione del report settimanale relativo al periodo 22-28 marzo. Il report segnala, inoltre, che la percentuale di positività dei tamponi si riduce lievemente (da 14.2% a 13.8%). Il tasso di occupazione dei posti letto risulta in ulteriore crescita passando da 55% a 59% per le terapie intensive e da 61% a 66% per i posti letto di area medica. L'Rt puntuale scende a 0.96 (era 1.17) e l'Rt medio 0.98 (era 1.16).

La Puglia è destinata a rimanere in fascia rossa: l’analisi per fascia di età nell’ultima settimana evidenzia come l’incremento dei casi interessa prevalentemente le classi 85+ (+26%), 65-79 anni (+14%) e 80-84 anni (+11%). Si riducono invece i contagi tra i soggetti di età compresa tra 0-10 anni. Il tasso di incidenza settimanale più elevato si registra nelle classi 25-64 anni (292 casi per 100.000 abitanti nella stessa fascia di età, con un incremento del 6% rispetto alla settimana precedente) e 19- 24 anni (287 casi ogni 100.000 abitanti di quella fascia di età), questi ultimi sostanzialmente stabili rispetto alla settimana scorsa. 

 

 

Fuga dal rosso

Hanno abbassato la curva dei contagi, invece, Campania, Veneto e provincia di Trento. Campania e Veneto potranno eventualmente passare in zona arancione dal 7 aprile.

In particolare la Campania dopo ben tre settimane di zona rossa, l’incidenza dei nuovi casi di infezioni da Covid 19 mostra un netto decremento, passando, negli ultimi 7 giorni, da 270 a 236 casi per 100.000 abitanti. Tutte le curve dei contagi per fasce d’età mostrano un andamento in discesa, ad esclusione di quella dei bambini tra 1 e 2 anni, la meno coinvolta dalle infezioni, dove si registra una sostanziale stabilità del dato. Le aree a ridosso della città metropolitana di Napoli, dove la diffusione dei casi aveva registrato anche picchi superiori a 380 casi per 100.000, mostra una mitigazione dei contagi.

I parametri diffusi nel bollettino di oggi dal presidente del Veneto Luca Zaia fanno presupporre un'uscita dopo Pasqua dalla zona rossa: «Abbiamo Rt di 1,12 - dice Zaia - l'incidenza è di 226,8 quindi sotto la soglia dei 250 positivi ogni 100mila abitanti. I ricoveri sono al 29% in terapia intensiva con una soglia limite massima al 30 e in area non critica siamo al 27% cvon soglia al 40%. I parametri per uscire dal rosso dovrebbero esserci vediamo cosa succede domani».

Nella provincia di Trento si registra una netta riduzione rispetto alla settimana 8-14 marzo, la variazione è pari a -17%. I tassi di incidenza per fascia di età specifici mostrano una riduzione più o meno marcata da 0 a 84 anni, mentre nella fascia di età 85+, si ha un +4% rispetto alla settimana precedente. Nonostante questo incremento si osserva che i tassi di incidenza dell'età 80-84 e 85+ nel mese di marzo sono su livelli più bassi rispetto ai tassi di gennaio e di febbraio, si ritiene verosimile - scrive la società italiana di Elidemiologia - che l'incidenza più bassa sia collegata alla campagna vaccinale che sta proseguendo. 

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Rimangono in bilico le Marche che hanno ancora i reparti ospedalieri abbastanza pieni, comunque oltre soglia (sotto il grafico).

 

Zona arancione

Sono attualmente in zona arancione: Lazio, Abruzzo, Basilicata, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna, Umbria, e la Provincia Autonoma di Bolzano. Sarà fondamentale aggiornare l'indice Rt, l'incidenza dei casi su 100mila abitanti e controllare l'impatto del Covid sui servizi ospedalieri per capire se ci sono regioni che rishiano di piombare in zona rossa. 

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Ultimo aggiornamento: 2 Aprile, 09:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA