Cameriere suicida, un amico: «Quando ha saputo che era rimasto senza lavoro gli è crollato il mondo addosso»

Domenica 31 Maggio 2020 di Tito Di Persio
Cameriere suicida, un amico: «Quando ha saputo che era rimasto senza lavoro gli è crollato il mondo addosso»

Ieri pomeriggio, a Silvi Marina, in molti hanno partecipato ai funerali di Leonard Costantin G., morto suicida a 27 anni. Don Gastone, della parrocchia di Santo Stefano, ha celebrato la messa nella casa funeraria della ditta Pianacce. È il quinto suicidio in 15 giorni in provincia di Teramo. La causa scatenante del tragico gesto sarebbe la non riconferma come cameriere in un hotel di Silvi, struttuta costretta a ridurre il personale o addirittura a non riaprire a causa del Covid-19.

LEGGI ANCHE La mamma: «Vai a chiamare papà». E la figlioletta trova il papà impiccato

«Era un buono, forse fin troppo - dice un amico – Lo conoscevano tutti a Silvi. Passava intere giornate seduto davanti un supermercato. Non dava fastidio a nessuno. Era sempre gentile con tutti». Il ragazzo romeno giovedì ha scritto un biglietto con un’unica parola: «Perdonatemi» e lo ha lasciato sul tavolo della cucina. L’ultimo messaggio per il padre e la compagna. Poi si è impiccato alla ringhiera interna del primo piano della palazzina dove abitava a Silvi. A trovare il corpo senza vita è stato il papà. Le urla disperate dell’uomo hanno attirato l’attenzione dei vicini che sono subito accorsi. Uno di loro ha allertato i soccorsi. Sul posto si è recata una pattuglia dei carabinieri della stazione di Silvi e il 118. Il medico ha potuto solo constare il decesso.

LEGGI ANCHE Teramo, sos suicidi: «Dopo l’epidemia tempesta psichiatrica»

È molto triste la storia di Leonard Costantin. Stando a quando si apprende, il 27enne da un paio di anni attraversava un periodo difficile, causato da un’escalation di episodi negativi. Il padre, che lavorava nello stesso albergo, aveva perso il posto e viveva di lavori saltuari. I soldi non bastavano più e così padre e figlio non sono più riusciti a pagare l’affitto e sono stati costretti a lasciare l’abitazione per andare a vivere in una vecchia casa da tempo disabitata. Come se non bastasse qualche mese fa Leonard aveva rotto con la fidanzata. «Per lui quel lavoro stagionale era importantissimo – conclude l’amico – Quando ha saputo che l’hotel non l’avrebbe riconfermato per la riduzione delle personale e che, addirittura, sarebbe rimasto chiuso a causa del coronavirus gli è caduto il mondo addosso». Anche il padre ha detto ai militari che Leonard aveva preso male la notizia della perdita del lavoro.
 

Ultimo aggiornamento: 20:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA