Difesa, indagato il Capo di Stato maggiore Enzo Vecciarelli. «Frode sugli appalti delle forze armate»

Lunedì 25 Ottobre 2021
Difesa, indagato il Capo di Stato maggiore. «Frode sugli appalti delle forze armate»

Corruzione. È il reato che i magistrati della Procura di Roma contestano all’attuale capo di stato maggiore della Difesa, il generale dell’Aeronautica Enzo Vecciarelli, che nei prossimi giorni andrà in pensione: per il 5 novembre è previsto l’avvicendamento con l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, attuale capo di Stato maggiore della Marina, designato dal governo al vertice militare della Difesa. 

L’indagine - denominata “Minerva”, la dea della guerra - è relativa ad un «sistema» criminale che aveva messo le mani su appalti nelle forniture alle Forze armate anche grazie alla compiacenza di alti ufficiali corrotti e culminata, nel luglio del 2020, con l’emissione da parte del gip di 31 misure cautelari nei confronti anche di imprenditori. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti una serie di appalti e comande su diverse gare: dalla fornitura degli alamari metallici e dei gradi in velcro da appuntare sulle divise ai lavori per la digitalizzazione degli aeroporti di Pratica di Mare e Centocelle, dall’arredamento d’ufficio alle tende modulari «a struttura pneumatica» per le truppe in missione all’estero. 

Gare pilotate per forniture del valore complessivo di 18,5 milioni di euro. I reati ipotizzati, a vario titolo, oltre che corruzione, anche frode nelle forniture e turbativa d’asta. L’iscrizione di Vecciarelli risale a qualche mese fa. Una svolta nelle indagini è arrivata da una imprenditrice arrestata, che ha deciso di collaborare. Gli investigatori hanno quindi individuato due aziende che producono abbigliamento e che avrebbero regalato vestiti anche al capo di stato maggiore della Difesa. Il nome di Vecciarelli nell’inchiesta era emerso anche in passato, in relazione ad una intercettazione di due degli indagati che parlavano di un set di gradi da regalargli, del valore di 350-400 euro, ma all’epoca la procura smentì qualsiasi suo coinvolgimento. Il generale, 65 anni, originario di Colleferro in provincia di Roma e dal novembre 2018 sul gradino più alto delle Forze armate, nel luglio scorso è stato convocato dal pm Antonio Clemente per essere interrogato. 

Successivamente ha chiesto egli stesso di essere nuovamente sentito. «Nel corso degli incontri con i magistrati - spiegano i difensori Federica Mondani e Giuseppe Falvo - il generale Vecciarelli ha ampiamente risposto a tutte le domande dimostrando, con corredo di cospicua documentazione, la sua completa estraneità rispetto ai fatti contestati e come non abbia mai ricevuto alcun provento o utilità illecita nello svolgimento delle proprie funzioni».

Ultimo aggiornamento: 13:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA