Carabiniere ucciso, il collega indagato per «violata consegna»: non aveva la pistola d'ordinanza

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È stato indagato per «violata consegna» per non aver portato al seguito la pistola d'ordinanza Andrea Varriale, il carabiniere che si trovava insieme a Mario Rega Cerciello la notte in cui questi è stato ucciso. La notizia è stata confermata all'ANSA dallo stesso procuratore militare, Antonio Sabino, il quale parla tuttavia di un «atto dovuto» dopo le notizie emerse finora e che gli accertamenti sono ancora «in fase esplorativa». 

Secondo quanto emerso dalle indagini entrambi i carabinieri la sera del 26 luglio si erano presentati disarmati all'appuntamento con i due diciannovenni americani Christian Gabriel Natale Hjort e Finningan Lee Elder, ora in carcere per l'omicidio del vicebrigadiere. Alla luce di questo sviluppo dell'indagine l'iscrizione risulta un atto dovuto e a Varriale viene contestato l'articolo 120 del codice penale militare di pace che riguarda la violata consegna da parte di militare di guardia o di servizio. Parallelamente prosegue il lavoro della procura militare anche sul fascicolo aperto in relazione alla diffusione della foto di Christian Gabriel Natale Hjorth ammanettato e bendato nella caserma di via in Selci. Lo scorso agosto era stato iscritto nel registro degli indagati un militare a cui viene  contestata la 'divulgazione di notizie segrete o riservatè.

 


 
Lunedì 9 Settembre 2019, 16:14 - Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 12:11
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5 di 11 commenti presenti
2019-09-11 10:18:48
E' giustissimo appurare l'accaduto e l'operato dei carabinieri, ma intanto non si può giustificare o sminuire il fatto che abbiano ucciso una persona (che era anche un carabiniere).
2019-09-10 10:45:40
In servizio con bermuda e maglietta, senza tesserino, senza manette e senza pistola di ordinanza: a fare che? Notte bianca a Roma a spese del contribuente?
2019-09-10 09:50:08
Si da risalto più ai carabinieri che agli assassini, tempo ci vuole alla fine chi paga è un carabiniere che riposa al viale degli allungati, l'altro sotto esame per trovare una qualche colpevolezze anche minima ma sufficiente per metterlo sotto processo.
2019-09-10 09:43:24
vanno bene tutti i commenti, ma sè i carabinieri, quando sono intervenuti, procedevono applicando tutte " le modalità" previste, ovvero armati, con precauzione e quanto altro previsto, oggi , forse il povero carabinere ucciso sarebbe vivo, ecco il perchè si cerca di " capire" che da oltre un mese " non capiscono" la giusta dinamica di come è andata tutta la faccenda.In poche parole se si " operava" bene , tutto ciò non succedeva .,,ovviamnete i due manericani, sono e restano delinquenti e da condannare, ma molto piu " prudenti" poichè sapendo che comprare droga non vai dal tabbaccajo, ma da delinquenti e subito la truffa , uno di loro si è armato di coltello.
2019-09-10 09:30:53
L' assassino del Carabiniere va condannato e su questo non si discute. Ma va anche approfondita tutta la dinamica della vicenda e chiariti i lati oscuri, troppi lati oscuri, che caratterizzano questa vicenda. Torno a ripetere che quando ci sara' il processo ne vedremo delle belle. Tutti i lati oscuri del fatto saranno abilmente sfruttati da parte della difesa degli imputati.

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