Catania, bimbi di 10 anni cassieri degli spacciatori: 20 arresti

Lunedì 20 Settembre 2021
Catania, bimbi di 10 anni cassieri degli spacciatori: 20 arresti

Bambini che vendono droga e incassano i soldi per conto degli spacciatori. Succede a Catania. Un bambino che prende i soldi poi guarda con attenzione la banconota da 20 euro ricevuta e quindi indica al cliente col dito il luogo, per terra, dove è nascosta la dose che ha comprato. È una scena che si ripete nella zona di San Cosimo, roccaforte dell'omonimo clan mafioso capeggiato da Maurizio Zuccaro nello storico rione San Cristoforo di Catania.

A riprenderla sono le telecamere nascoste dei carabinieri del comando provinciale e della compagnia Fontanarossa che per un anno, dal dicembre 2018, coordinati dalla Dda etnea, hanno indagato su un Quadrilatero del rione sgominando tre gruppi che gestivano un fiorente traffico di cocaina, crack e marijuana in tre piazze di spaccio.

I militari dell'Arma hanno eseguito18 arresti, altre due persone sono irreperibili. Nei video si vede anche una donna spacciare alla presenza dei suoi due figli: uno che ha meno di 10 anni, e le sta accanto, mentre l'altro è così piccolo che è in una carrozzina. Non sono soltanto gli spacciatori a essere ripresi con dei bambini piccoli, ma anche dei clienti che comprano la droga accompagnati da minorenni.

E c'è anche lo spacciatore che vende la droga dagli arresti domiciliari: lancia la dose dalla finestra di casa, a incassare i soldi ci penseranno persone fidate, anche bambini. Le immagini mostrano anche una donna che cede una dose e recupera la cocaina da un tombino utilizzato come nascondino. I tre gruppi disarticolati dall'operazione Quadrilatero dei carabinieri e dall'inchiesta della Dda di Catania, secondo l'accusa, erano ben strutturati, con ruoli determinati e strategie operative flessibili, in base alle esigenze dei momenti e anche dei pressanti interventi delle forze dell'ordine.

Elementi che sarebbero confermati dal sequestro del libro contabile, la carta delle piazze di spaccio, in cui erano segnati i proventi e le dosi di stupefacenti vendute. I gruppi sono diretti da capi determinati e pericolosi, come Roberto Spampinato, 50 anni, che la Dda indica come «figura di elevata caratura criminale, ritenuta contigua al gruppo di San Cosimo». Tra gli arrestati c'è anche Concetta Zuccaro, 67 anni, sorella del boss ergastolano Maurizio, organico alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano di Cosa nostra, accusata dalla Dda di tenere la cassa di uno dei gruppi. L'inchiesta ha fatto luce anche sue due tentate estorsioni, a una farmacia e a una concessionaria di autovetture, e una riuscita, col metodo del cavallo di ritorno per restituire al proprietario un'auto rubata.

In una delle estorsioni, denunciata dalla vittima, l'intermediario sarebbe un commerciante che la vittima aveva conosciuto a una riunione per promuovere l'allestimento di una Candelora (un cereo di legno) in onore di Sant'Agata, Patrona di Catania. Il pizzo iniziale richiesto era di 90mila euro, sceso poi a 70mila o alla vendita a prezzo concordato di un'auto di lusso. I due estorsori sono stati arrestati, il commerciante intermediario è indagato. Ma c'è stato anche un imprenditore vittima di estorsione che non soltanto è stato reticente, ma ha anche cercato di sviare le indagini e per questo è stato denunciato per favoreggiamento personale.

Per il comandante provinciale dei carabinieri di Catania, il colonello Rino Coppola, «resta vivo l'imperativo di denunciare, fidandosi delle forze dell'ordine e della magistratura: è l'unico modo per riuscire a debellare le organizzazioni mafiose in maniera efficace tempestiva in Sicilia». Nell'inchiesta Quadrilatero sono 32 le persone indagate dalla Dda della Procura: per 15 il Gip ha disposto la detenzione in carcere e per cinque gli arresti domiciliari.

Ultimo aggiornamento: 19:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA