Due ragazzini stuprati a ripetizione per anni e costretti a prostituirsi dal padre: tre arresti

Mercoledì 4 Ottobre 2017 di Mario Meliadò
Bambini abusati, stuprati a ripetizione da adulti senza scrupoli nel cuore pulsante di Catania, nel quartiere Cappuccini, non lontano da villa Bellini e dalle vie dello “struscio” serale. La Polizia etnea ha messo a nudo il perfido giro, arrestando tre persone: A.M.A., 48 anni, che è il padre di una ragazzina con problemi psichiatrici e del fratello minore, ambedue vittime delle violenze sessuali; il 66enne S.C. detto “il mago” (perché di mestiere effettivamente cartomante), pregiudicato e recidivo, che come il padre abusava sessualmente dei due ragazzini e come il loro papà li costringeva entrambi a prostituirsi; e il 31enne C.F., parrucchiere, uno dei clienti dei due uomini.
 
Il terzetto dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata, corruzione di minore aggravata, sfruttamento della prostituzione minorile, atti sessuali con minorenne e corruzione di minore. La vicenda è venuta alla luce quando l’Azienda sanitaria provinciale catanese ha fatto sapere che una minore affetta da leggero deficit cognitivo – di recente accolta da una comunità sempre in provincia di Catania – aveva riferito a chi in atto se ne prende cura d’essere stata ripetutamente stuprata, per lunghissimi anni, proprio dal “mago” e dal suo stesso genitore. E che la stessa sorte era toccata al fratello sin da quando era piccolissimo.
 
La Polizia, con un efficace sistema incrociato d’intercettazioni e pedinamenti, non ci ha messo molto ad appurare che malauguratamente era tutto vero, individuando anche la “casa degli orrori”. Gli agenti hanno inoltre appurato che in casa del “mago” il parrucchiere e lo stesso cartomante avevano abusato anche di almeno altri tre minorenni sotto i 14 anni d’età.

Di qui, già l’8 luglio scorso, l’arresto del 66enne, peraltro raggiunto dalla misura di custodia cautelare nel penitenziario di Enna, dov’era recluso per reati della medesima natura. Adesso, su delega della Procura catanese – che vanta un pool antipedofilia, diretto da oltre un lustro dal procuratore aggiunto Marisa Scavo, artefice dell’operazione Rescue, che portò dietro le sbarre 459 pedofili in ogni angolo del globo – gli uomini della sezione Reati contro la persona della Squadra mobile hanno acciuffato anche i due complici.


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