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Paziente di 93 anni aspetta il cardiologo per 11 ore. Poi firma e va via dall'ospedale senza cure

Mercoledì 8 Giugno 2022 di Alfredo d'Alessandro
Paziente di 93 anni aspetta il cardiologo per 11 ore. Poi firma e va via dall'ospedale

È entrato nel Pronto Soccorso alle 13.30, è uscito mezz’ora dopo la mezzanotte, dopo aver firmato per poter andar via, anche perché l’alternativa sarebbe stata rimanere su una sedia tutta la notte, sperando nella visita del cardiologo il mattino seguente e in un referto. È l’odissea vissuta al Policlinico da un uomo di 93 anni di Chieti, e che il figlio, F.C., insegnante, ha reso nota sui social, unitamente all’intenzione di presentare un esposto perché arrivino risposte su una serie di carenze. Questa la ricostruzione dei fatti.

«Alle 14 del 6 giugno 2022 porto mio padre Antonio 93 anni in pronto soccorso.Il pace maker che lo assiste ormai da svariati anni e che verrà cambiato a settembre ,sta facendo i capricci, battiti molto alti pressione bassa e malessere generale molto evidente. Siamo fortunati penso, perché appena entriamo in sala di attesa nonostante fosse gremita di gente dolorante in una stanza calda con tanfo di aria viziata ,gli assegnano un codice giallo ed entra subito per un elettrocardiogramma - scrive F.C. -. Appena uscito ore 15.30, ci dicono che il referto deve essere letto da un cardiologo e ci dicono di aspettare.Inizia un calvario per l'attesa durato fino a mezzanotte quando decidiamo firmando di farlo uscire senza aver ricevuto cure e consigli dovuti. Nell'attesa mio padre ha dovuto strepitare per entrare, è intervenuto anche un carabiniere per calmare gli animi ormai disperati dei pazienti stufi e stanchi di cotanta attesa. Mi chiedo perché paghiamo le tasse, perché facciamo altrettanto pagando un manager, per avere un servizio da Congo belga. Perché stanno facendo morire il nostro ospedale così? di chi é la colpa di questo scempio? Speriamo di fugare qualche dubbio dopo l'esposto che mi appresto a fare, nel frattempo evitate di andarci».

F.C. ha confermato che su questa vicenda presenterà un esposto «per sapere - dice - per quale motivo non c’era il cardiologo, perché c’è carenza di infermieri, perché c’è sempre questa fila interminabile, la gente entra e non riesce, perché le persone sono sugli strapuntini perché non ci sono i letti, una cosa pazzesca, un ospedale di questa portata, in una città capoluogo: stanno facendo morire questo ospedale, penso sia voluto. Mio padre stava male - conclude: ci hanno detto o rimanete qui sulla sedia fino a domani, altrimenti ve ne potete andare: e ce ne siamo andati».

Ultimo aggiornamento: 11:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA