Donna aggredita da un cinghiale a Roma, il video choc. Il tassista che l'ha soccorsa: «Gli ho sparato il peperoncino»

Parla Patrizio, il tassista di 45 anni che ha soccorso Sabina De Gregorio aggredita dai cinghiali in via Fiastra, a Colle Salario

Roma, donna aggredita da un cinghiale a Colle Salario: «Gli ho sparato il peperoncino, lui mi fissava è stato terrificante»
Roma, donna aggredita da un cinghiale a Colle Salario: «Gli ho sparato il peperoncino, lui mi fissava è stato terrificante»
di Laura Bogliolo
Giovedì 13 Ottobre 2022, 15:38 - Ultimo agg. 15 Ottobre, 10:42
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«Gli ho "sparato" il peperoncino, ma il cinghiale è rimasto impassibile e i nostri sguardi si sono incrociati, è stato terribile». Patrizio, 45 anni, è un tassista del 3570. Con la sua auto si è ritrovato davanti Sabina De Gregorio e i suoi sei cagnolini mentre venivano aggrediti da un cinghiale martedì pomeriggio a Colle Salario. «Sentivo la bestia sopra di me, pensavo di morire» ha raccontato Sabina al Messaggero, colpita dall'ungulato alla testa, al collo e alla schiena mentre provava a difendere i suoi cagnolini.

Il video 

La telecamera dell'auto di Patrizio ha ripreso tutta l'agghiacciante aggressione. «I cinghiali sono apparsi da dietro mentre la signora portava a spasso i cani, ha cercato di difenderli, ma il cinghiale l'ha caricata e l'ha fatta cadere a terra». Sabina grida, chiede aiuto, intanto il cinghiale la colpisce, la ferisce. «La cliente che avevo in auto gridava, sono sceso, cercavo di allontanare i cinghiali urlando e gesticolando, ho cercato di colpire il cinghiale con la guardian angel 3 che porto con me per difesa». Si tratta di una sorta di “pistola” che spara peperoncino che si può detenere. «Credo di averlo colpito sulla guancia, ma il cinghiale è rimasto impassibile e mi ha fissato, mi si è gelato il sangue». 

Video

Intanto la povera Sabina è a terra, è stata già colpita dal cinghiale, Patrizio la solleva dal marciapiede, i cinghiali sono ancora là. «Nonostante ci fosse ancora il pericolo quella donna voleva correre a riprendere i suoi cagnolini - spiega Patrizio – aveva sangue sul collo, sulle mani». Arriva anche Cristina, una residente che attratta dalle grida si è affacciata e vista la scena è scesa in strada armata di due enormi bastoni. Li agita, grida, cerca di far scappare il branco che continua a stare vicino alla scena dell'aggressione.

Per Sabina tre punti di sutura alla testa, uno squarcio sulla schiena e ancora tanta paura. Il branco non è stato ancora trovato, anzi, ieri un gruppo di una decina di ungulati sono stati avvistati su una via parallela. «Non scendo più in strada, ho il terrore – dice Sabina, animalista convinta – ora penso alla denuncia, ho un avvocato, ma il giorno dell'incidente i vigili mi hanno detto che non sapevano a chi potessi presentarla». E' successo lo stesso a una famiglia sempre della zona: il loro cane è stato gravemente ferito da un cinghiale, operato, e dopo mesi ancora non hanno capito a chi poter presentare la denuncia.

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