Circeo, ragazza denuncia: violentata in spiaggia dopo la festa da due coetanei

Sabato 12 Settembre 2020 di Vittorio Buongiorno e Flaminia Savelli

Una serata intorno al falò con gli amici e il giovane di cui si era invaghita. Così una ragazza, 19 anni residente a San Basilio, aveva organizzato il Ferragosto che invece è finito con una violenza sessuale di gruppo. Il dramma si sarebbe consumato su una spiaggia libera del Circeo, il piccolo centro del litorale romano in provincia di Latina dove la vittima stava trascorrendo una vacanza. Durante una giornata al mare lei aveva conosciuto il giovane con cui aveva iniziato una conoscenza e l'amico, entrambi 24enni residenti a Spinaceto e neolaureati in giurisprudenza.

Una storia che richiama alla memoria un'altra violenza, quel delitto di 45 anni fa al Circeo che cominciò con uno stupro di gruppo e terminò in modo ancora più drammatico, con la morte di Rosaria Lopez e il tentato omicidio di Donatella Colasanti. 

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Le indagini sono scattate dopo la denuncia: una settimana dopo la violenza, quando al commissariato di San Basilio, diretto da Agnese Cedrone, ha ricostruito la dinamica di quei drammatici minuti. Dalla festa con gli altri ragazzi fino all'aggressione. Ha raccontato di essersi allontanata dal gruppo con i due amici verso un tratto di spiaggia isolato, il Paglia Verde. Una volta lì, a turno l'avrebbero costretta a un rapporto sessuale. Poi si sarebbero allontanati.

I tre ormai a tarda notte sarebbero rimasti soli sulla spiaggia. A quel punto lei sarebbe stata violentata prima dal giovane che stava frequentando e poi dall'amico. La mattina successiva - il 16 agosto - è andata al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio di Fondi accusando dolori pelvici ma tacendo lo stupro. Rientrata nella capitale, si è sottoposta a una seconda visita all'ospedale Casilino e quindi ha deciso di sporgere denuncia: «Ero sconvolta, non avevo il coraggio di raccontare cosa mi era accaduto. Dopo essere stata in ospedale ho avuto bisogno di qualche giorno per riprendermi» ha detto agli investigatori.
 


Ha ricostruito l'incontro con il ragazzo di Spinaceto, conosciuto qualche giorno prima dell'aggressione. Si erano incontrati su una spiaggia del Circeo stringendo subito amicizia. La frequentazione più intima sarebbe nata poco dopo, ma nulla di ufficiale: «Non era il mio fidanzato, ci stavamo conoscendo da pochissimi giorni. Mi fidavo di lui» ha detto più volte tra le lacrime mentre identificava i suoi aggressori.

Il commissariato di San Basilio ha quindi attivato la squadra Mobile di Latina incaricata ora di accertare i fatti. Mentre il sostituto procuratore della Repubblica di Latina, Martina Taglione, ha già aperto un'inchiesta indagando a piede libero con l'accusa di violenza sessuale i due neolaureati di Spinaceto. Ieri in serata sono stati trasmessi i referti medici. Gli esami a cui si è sottoposta la vittima, prima al pronto soccorso di Fondi e poi a quello del Casilino, sono entrati nel fascicolo di indagine. Un elemento determinante per stabilire i fatti di quella notte: «È un caso delicatissimo, lo stiamo vagliando con assoluta cautela e puntigliosità, eventuali provvedimenti saranno molto meditati», sottolinea Il procuratore della Repubblica di Latina, Giuseppe De Falco. La vittima è stata subito ascoltata dal magistrato, mentre i due giovani verranno interrogati nei prossimi giorni: i poliziotti dovranno poi incrociare le loro testimonianze per ricostruire la dinamica e accertare le responsabilità.

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La Procura ha inoltre effettuato i primi accertamenti sulla spiaggia. Ma dalle immagini delle telecamere acquisite nella zona indicata dalla ragazza non sono emersi, a quanto risulta fino a oggi, elementi utili. «Il fatto è accaduto sulla spiaggia e sulle spiagge non ci sono telecamere di videosorveglianza» precisa il procuratore De Falco. Ci sono poi i cellulari dei due indagati che non sono ancora stati sequestrati e su cui verrà disposta una perizia. Sarà determinante analizzare i tabulati telefonici e le chat dei social. I poliziotti stanno infine cercando di risalire all'identità della compagnia di amici che ha partecipato al falò di Ferragosto: «Sono tutti potenziali testimoni» spiegano: «La vittima ci ha riferito che ha trascorso alcune ore insieme ad altri ragazzi e che solo successivamente si è allontanata con i due amici verso la spiaggia libera. Qualcuno tra loro potrebbe aver visto o sentito qualcosa di determinante per risolvere il caso. Sono indagini lunghe e complesse, non sarà facile rintracciarli».

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