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Colpisce la madre a letto invalida con la padella sanitaria, poi urla: «Cosa ho fatto, voglio morire io»

Giovedì 22 Settembre 2022
Colpisce la madre invalida con la padella sanitaria, poi urla: «Cosa ho fatto, voglio morire io»

«Madonna che ho fatto, voglio morire». Non riesce a darsi pace e non vuole uscire di casa il 60enne con problemi psichici che l'altro ieri pomeriggio Francavilla al Mare in uno scatto di ira ha colpito la madre di 94 anni - allettata per via del femore rotto - con la padella di plastica per raccogliere l'urina. La donna, ricoverata in ospedale a Pescara per trauma cranio facciale con frattura del seno mascellare e un verosimile ictus, dovrebbe aver superato il momento peggiore.

Il figlio, assistito dall'avvocato Antonio Luciani, ex sindaco, è disperato, pentito, e si teme che possa farla finita. Al momento nei suoi confronti l'autorità giudiziaria non ha adottato alcun provvedimento, e neppure è stato interrogato, anche perché bisogna stabilire il nesso di causalità fra la condotta del figlio e le sue condizioni già abbastanza precarie. L'unico atto formale è l'elezione di domicilio unitamente ad un verbale di sequestro. «Sta piangendo tutto il giorno, ha un forte rimorso, un senso di colpa, stiamo cercando di tenerlo, di mettergli attorno una piccola rete di persone che ci parlano - dice l'avvocato Luciani a proposito del suo assistito -. Ha fatto male a una persona che ha sempre amato, ora che è uscito dal momento che lo ha offuscato si è reso conto di quello che ha fatto, ha uno spirito punitivo verso sé stesso. Lo chiamo io, lo stanno chiamando anche altre persone che lo conoscono, stiamo tentando di tenerlo occupato al telefono, con colloqui, il maggior tempo possibile. È seguito dalla Asl, vedo di interessarmi, non può essere lasciato all'abbandono».


«È una situazione di disagio sociale che abbiamo sentito tante volte accadere in altri luoghi, poi quando accade in casa tua colpisce di più - dice rispondendo a Il Messaggero, il sindaco di Francavilla, Luisa Russo -. Sappiamo che sono persone che non hanno difficoltà economiche, non erano in carico ai nostri servizi sociali, ora seguiremo la vicenda fra i servizi sociali del nostro Comune e quelli di Canosa Sannita dove la signora era residente. Credo che ci vorrebbe sempre più solidarietà e vicinanza tra le persone perché magari sarebbe bastata una parola di conforto, un piccolo aiuto nei confronti del figlio, per sostenerlo in un momento di difficoltà». Sulla vicenda indagano i Carabinieri che ieri hanno consegnato un'informativa in Procura.

Ultimo aggiornamento: 08:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA