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Contratti comunali, dalle maestre ai vigili: aumenti fino a 102 euro al mese nello stipendio

Giovedì 28 Luglio 2022 di Andrea Bassi
Contratti comunali, dalle maestre ai vigili: aumenti fino a 102 euro al mese nello stipendio

Aumenti da 56 fino a 102 euro lordi mensili per i dipendenti comunali e regionali, comprese maestre e polizia locale. L’Aran, l’Agenzia che tratta per il governo il rinnovo dei contratti pubblici, ha presentato ieri ai sindacati le tabelle con gli aumenti previsti dal nuovo contratto di lavoro che copre il triennio 2019-2021. L’intenzione del presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, sarebbe quella di arrivare a una firma degli accordi entro il prossimo 5 agosto per fare in modo che entro la fine dell’anno gli aumenti e gli arretrati possano arrivare nelle buste paga dei dipendenti. La parte più complessa del confronto ha riguardato proprio il personale delle scuole comunali. Il nuovo contratto cambia le aree di inquadramento e la proposta iniziale dell’Aran era di inserire le maestre neo assunte nell’area più elevata, quella dei funzionari e delle elevate professionalità, dove il requisito di accesso è la laurea. Ma non tutti i sindacati si sono mostrati d’accordo, soprattutto perché una decisione del genere comporterebbe di avere maestre assunte da più tempo in un’area più bassa. Il compromesso proposto è quello di inserire tutte le maestre nell’area degli istruttori per un certo periodo di tempo (la proposta è fino a settembre del 2023) riconoscendo però una indennità. Tra un anno poi, le nuove maestre andrebbero direttamente nell’area dei funzionari. Ai sindacati sarebbe stato dato tempo fino a martedì prossimo per trovare una soluzione unitaria alternativa, altrimenti l’intenzione sarebbe quella di procedere su questa strada provando comunque a chiudere il contratto per agosto. 

Per il resto il nuovo accordo degli Enti locali replica su molti punti, quanto già stabilito nei contratti delle Funzioni centrali e della Sanità. Anche per i dipendenti comunali e regionali arrivano i «differenziali stipendiali». Si tratta di scatti economici permanenti legati alla valutazione e all’anzianità. Per l’area più alta, quella nella quale ci sono i funzionari e le qualifiche elevate, ogni scatto sarà di 1.600 euro lordi annui. In tutta la carriera si potranno avere al massimo sei di queste progressioni economiche. Per gli istruttori, la vecchia area C, ogni scatto avrà un valore di 850 euro lordi annui, e durante tutta la vita lavorativa se ne potranno maturare al massimo quattro. Per gli operatori esperti, quelli che nel vecchio contratto erano l’area B, gli scatti varranno 650 euro lordi l’anno e se ne potranno ottenere al massimo quattro nella carriera. Per l’area degli operatori, la vecchia area A, le progressioni economiche saranno di 550 euro lorde annue ciascuna, con un tetto massimo di quattro scatti. Per i vigili, invece, arriva un incremento delle indennità di servizio esterno. Al personale che in via continuativa rende la prestazione ordinaria giornaliera in servizi esterni di vigilanza, spiega la bozza del nuovo contratto, compete una indennità giornaliera il cui importo è determinato entro un valore minimo di un euro e massimo di 15 euro giornalieri. 

Come detto all’interno del nuovo contratto ci sarà una ridefinizione delle aree. La prima area sarà quella degli operatori, nella quale si potrà accedere con il solo assolvimento dell’obbligo scolastico. Ne faranno parte i dipendenti che svolgono prevalentemente attività esecutive o tecnico-manutentive. Nell’area degli operatori esperti, oltre all’obbligo scolastico può essere richiesta una particolare qualificazione professionale. Di questa categoria fanno parte, per esempio, i collaboratori amministrativi o i conduttori di macchine complesse. L’area successiva è quella degli istruttori. Per l’accesso servirà almeno il diploma. In quest’area saranno inquadrati gli agenti della polizia locale, i geometri, i ragionieri, il personale educativo, insegnante e docente. Nella quarta area, quella dei funzionari e del personale ad elevata qualificazione, si accederà soltanto con la laurea triennale o magistrale. In quest’area saranno inquadrati tutti gli specialisti: dai servizi scolastici, alle attività culturali, dagli specialisti in informatica a quelli in amministrazione. E dal primo settembre del 2023 dovrebbero passare in quest’area gli educatori, gli insegnanti e i docenti. 

Ultimo aggiornamento: 10:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA