Spiagge affollate e assembramenti, più multe e controlli. L'Oms: il peggio deve ancora arrivare

Martedì 30 Giugno 2020 di Michela Allegri

L'appello è sempre lo stesso: al buonsenso. Perché la pandemia da coronavirus non è affatto finita e «siamo in una fase molto delicata, in cui si vede l'uscita dal tunnel, ma proprio per questo motivo la nostra attenzione deve restare altissima», ha detto un paio di giorni fa il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese. Mentre l'Organizzazione mondiale della sanità ieri ha fatto sapere che il pericolo non è scampato, anzi: «Il peggio deve ancora arrivare». A preoccupare il Governo, adesso, è la movida selvaggia, così come l'assalto senza criterio alle spiagge e ai luoghi di villeggiatura, i locali strapieni all'ora dell'aperitivo e nei fine settimana, le distanze di sicurezza non rispettate. Per il momento, un aumento delle sanzioni per i gestori di locali in caso di violazioni della normativa legata al contenimento del rischio contagio non è prevista - la multa, già salata, può arrivare fino a 300 euro -, ma si lavora per prevedere una stretta a livello locale, con provvedimenti differenziati a seconda delle esigenze e delle circostanze. La decisione, insomma, è nelle mani di sindaci e prefetti, che potrebbero decidere di disporre servizi mirati di controllo e pattugliamento nelle aree a rischio, con ispezioni più serrate.

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La necessità di continuare a rispettare le regole - mascherine, igienizzazione delle mani, distanze di sicurezza - viene sottolineata in continuazione anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza, anche perché è possibile una seconda ondata di contagi. In questi giorni il ministero sta lavorando a una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione, rivolta a tutti i cittadini e soprattutto ai più giovani, che sarà diffusa con tutti i mezzi disponibili: televisioni, media, social network, per raggiungere il maggior numero possibile di soggetti. La convinzione è che per affrontare l'emergenza, in questa fase, sia più importante rendere le persone più consapevoli dei rischi legati a comportamenti poco attenti, piuttosto che riempire le strade di carabinieri e poliziotti.
 

 

L'allarme per gli atteggiamento sconsiderati e poco lungimiranti che si stanno vedendo in queste settimane viene lanciato anche dall'Oms: «Sono passati sei mesi da quando abbiamo ricevuto i primi rapporti relativi a una serie di casi di polmonite di causa sconosciuta in Cina. Vogliamo tutti che finisca, ma la dura verità è che è tutt'altro che finita». E ancora: «La pandemia è ancora lontana dalla fine». Lo ha detto il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul Covid-19. «La nuova normalità sarà convivere con il virus - ha aggiunto - Nei prossimi mesi avremo bisogno di ancora più resilienza, pazienza e generosità». Un dato è preoccupante: «A livello globale la pandemia sta crescendo». E il problema, quindi, è la mancanza di una strategia internazionale chiara. «Il peggio deve ancora arrivare - ha sottolineato Ghebreyesus - Mi dispiace dirlo, ma con questo ambiente e in queste condizioni, noi temiamo il peggio. Un mondo diviso aiuta il virus a diffondersi. Sin dall'inizio abbiamo detto di mettere in quarantena la politicizzazione della pandemia e di restare uniti, perché il virus è veloce e uccide e può sfruttare le divisioni tra di noi. Il nostro messaggio non riguarda nessun Paese in particolare, ma riguarda tutto il mondo: dobbiamo unire le nostre azioni e combattere insieme questo virus pericoloso. Paese dopo Paese, quello che abbiamo visto è che il virus può essere eliminato se i governi sono seri e se le loro comunità li seguono». Nel frattempo proseguono gli studi sulla pandemia. L'Oms ha già annunciato che la prossima settimana invierà una squadra di ricercatori in Cina per indagare sulle origini del coronavirus.

Ultimo aggiornamento: 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA