Valanga a Cortina travolge sciatori: 23enne muore, il fratello si salva e lancia l'allarme

Sabato 9 Maggio 2020
Valanga a Cortina travolge sciatori: morto un 23enne, illeso il fratello che era con lui. Si temono altre vittime

Valanga a Cortina d'Ampezzo (Belluno), nella zona Tofana di Rozes sopra il rifiugio Giussani: la slavina ha travolto due persone, un ragazzo di 23 anni è morto dopo essere stato trascinato a valle per 200 metri. Sul posto è intervenuto il Soccorso Alpino con il supporto di un elicottero ma per il giovane non c'è stato nulla da fare. Illeso invece il fratello che si trovava con lui. 

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Travolti due fratelli. La valanga ha travolto solo i due fratelli bellunesi di 27 e 23 anni che si trovavano con gli sci sulla Tofana di Rozes. 
 

La dinamica dell'incidente. Secondo quanto ricostruito, scendendo dalla Rotzes assieme al fratello lo scialpinista bellunese, anziché prendere il rientro classico dallo spallone, si è tenuto a destra dello Spigolo Zero e ha preso un canale che porta dietro Punta Marietta. A metà discesa si è però staccata la valanga. Il fratello, rimasto più in alto, ha subito lanciato l'allarme e sul posto si è diretto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo aver imbarcato personale del Soccorso alpino e della Guardia di finanza di Cortina. Una volta individuato il corpo a circa 2.550 metri di quota, i soccorritori sono stati sbarcati con un verricello di 70 metri. La salma è stata recuperata e trasportata a valle, per essere poi accompagnata nella cella mortuaria di Cortina. L'eliambulanza ha imbarcato anche il fratello del giovane, rimasto illeso.

Gli appassionati di scialpinismo che si trovavano stamane nei pressi non stavano trasgredendo divieti legati al Coronavirus. L'attività motoria mantenuta attraverso in distanziamento sociale, si sottolinea, è consentita dal dpcm del 26 aprile. L'ultima ordinanza emessa dal governatore del Veneto Luca Zaia, peraltro, contempla che l'attività sportiva venga effettuata fuori dal comune di residenza - all'interno della regione - se in questo non è possibile, con mascherina abbassata in solitaria e alzata quando si incroci un'altra persona. Nell'area della Tofana di Rozes è confluita oggi una cinquantina di appassionati di scialpinismo, 'fermi' ormai da due mesi a causa del Covid-19, attirati dalla bella giornata di sole. Gli impianti di risalita a Cortina sono tutti fermi. Proprio l'innalzarsi delle temperature potrebbe aver creato quelle che tecnicamente vengono definite 'colate di neve da irraggiamentò sui pendii in forte pendenza, il cui peso specifico, molto alto, raggiunge i 500 chili al metro cubo.

Il testimone: un centinaio di sciatori in zona. «Nella zona vicina a quella dove è avvenuta la valanga stava facendo attività sciistica almeno un centinaio di persone», ha detto un testimone della valanga. In molti stamane si sono recati sino al Rifugio Angelo Di Bona e da lì stavano sciando lungo il vallone della Tofana.

Una seconda valanga si è staccata stamani verso le 11 sotto Punta Penia, sulla Marmolada. Nessuna persona è stata travolta. La conferma arriva dal soccorso alpino trentino che ha concluso le operazioni di bonifica assieme dall'unità cinofila della polizia trasportata sul posto con l'elicottero. La valanga si era staccata al di sopra del rifugio Pian dei Fiacconi, ad una quota di circa 3.100 metri, con un fronte di circa 300 metri di lunghezza e 10 metri di larghezza.

Ultimo aggiornamento: 16:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA