CORONAVIRUS

Covid Italia, contagi dai matrimoni ai funerali. E spuntano le cene elettorali

Venerdì 9 Ottobre 2020 di Mauro Evangelisti
Covid, dai matrimoni ai funerali: ecco dove il contagio corre. E spuntano le cene elettorali

Matrimoni, funerali, cene con molte persone, aziende. Ma anche le elezioni, soprattutto in quelle regioni dove si sono svolti comizi, cene, incontri. Eccole le situazioni perfette grazie alle quali il coronavirus ha viaggiato e sta viaggiando ad alta velocità prendendo di fatto il testimone dalla movida sregolata dell’estate e dalle vacanze tra Costa Smeralda e Malta. Sia chiaro: gli assembramenti della vita notturna continuano ad avere un ruolo, ma non è più quello di attore protagonista del contagio. 

Quando il report del Ministero della Salute dice che i tre quarti dei focolai sono in ambito familiare, tanto che il premier Giuseppe Conte lancia un appello agli italiani perché facciano attenzione, soprattutto per tutelare gli anziani, mostra solo l’ultima stazione del contagio. Prima un componente della famiglia è stato infettato fuori da casa. Ad oggi, non ci sono ancora focolai nelle scuole, anche se la coincidenza temporale tra l’esplosione dei nuovi casi e tre settimane trascorse dall’inizio delle lezioni non può essere solo un caso. Effetto scuola significa anche trasporto pubblico più affollato, anche se ad oggi nessuno dei servizi di tracciamento delle regioni italiane ha identificato focolai su treni e bus, ma questo non esclude che comunque la trasmissione sia avvenuta anche durante gli spostamenti. 

 

Una fonte di contagio pesante e insidiosa non è tanto la cena a casa di papà, mamma e due figli, ma gli eventi che riuniscono i nuclei familiari e di amici più allargati. Alcuni esempi, perché è dalla pratica che si comprende come gli italiani si stanno contagiando e dove devono fare maggiormente attenzione: ieri a Cesena, in Romagna, sono stati segnalati sette positivi, tutti avevano partecipato a un matrimonio; a Grottaglie (Taranto) matrimonio con 150 invitati, peccato che gli sposi fossero positivi. Ora si sta facendo il tampone a tutti: una invitata è già risultata contagiata. In provincia di Roma due funerali hanno causato un’ottantina di contagi. In sintesi: quando vi dicono «intanto ci conosciamo tutti, siamo tra parenti e amici», non significa che sarete al sicuro e la mascherina, per quanto molto utile, non garantisce il rischio zero dal contagio. Altre situazioni che stanno impegnando ovunque i “detective del virus” sono quelle legate alle cene al ristorante con molte persone. Il caso di scuola è quello del focolaio di Terracina, in provincia di Latina, dove il 25 settembre c’è stata la grande idea di organizzare una cena elettorale al ristorante Il Tordo per il candidato sindaco: centinaia di partecipanti, c’erano anche il parlamentare della Lega, Francesco Zicchieri, e Salvini. Bene, i positivi rilevati sono già quindici, tra di loro l’onorevole Zicchieri ricoverato in ospedale («Devo fare accertamenti» ha precisato su Facebook). 

Video

Anche in questo caso: va bene, con il rispetto delle regole, andare al ristorante, da evitare senza indugi cene o eventi nei locali con molte persone, senza distanze, a prescindere dall’uso della mascherina (comunque molto utile). Altri cluster significativi sono quelli delle comunità chiuse: un esempio per tutti a Genova, nel centro storico, dove si stanno eseguendo tamponi in modo massiccio dopo che il contagio è dilagato nella locale comunità di immigrati del Bangladesh. E poi ci sono le feste, anche all’aperto. Restiamo in Liguria: i festeggiamenti per la promozione in serie dello Spezia hanno causato nella città ligure un focolaio che è stato circoscritto a fatica. C’è poi il nodo delle elezioni e del referendum del 20 settembre, in cui necessariamente molte persone sono andate ai seggi, ma soprattutto, in precedenza, nelle regioni in cui si è votato, ci sono stati eventi legati alla campagna elettorale. Un po’ come è successo a Terracina, nel caso della cena del 25 settembre legata alle elezioni comunali. Infine, soprattutto al Nord, sono numerosi i focolai nei luoghi di lavoro: un esempio è l’Emilia-Romagna prima con i magazzini della logistica nel Bolognese, le aziende alimentari in Emilia, ora con un centinaio di contagiati nel distretto del mobile imbottito nel Forlivese.

Ultimo aggiornamento: 07:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA