Covid movida, il governo frena: decidono sindaci e prefetti. A Bari subito zone rosse

Martedì 20 Ottobre 2020 di Marco Conti e Cristiana Mangani

La rabbia dei sindaci dopo l'annuncio di Conte in tv rientra, a fatica, dopo una notte passata a tranquillizzare diversi primi cittadini che hanno intasato il centralino di palazzo Chigi. Quel potere di chiudere le piazze e le vie della movida i sindaci di fatto già l'avevano, ma vederselo ribadito in un Dpcm certificava una responsabilità «impopolare», come l'ha definita il governatore della Lombardia Attilio Fontana, soprattutto se «mancano i mezzi», come ricorda il sindaco di Firenze Dario Nardella. Raccolte le lagnanze e corretto il Dpcm in corsa coinvolgendo le prefetture e togliendo la parola sindaci, nella mattina di ieri il presidente del Consiglio ha fatto il punto sulla questione con la ministra Luciana Lamorgese e tranquillizzato il presidente dell'Anci Antonio Decaro che aveva dichiarato di essere ignaro del fatto che il governo stesse per «scaricare» su di loro la responsabilità delle chiusure. 

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Nel vorticoso giro di riunioni dei Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza - convocati in tutta fretta da prefetti e sindaci - ha però a lungo aleggiato il dubbio non su chi dovesse proporre la chiusura di strade e piazza alla sosta dopo le 21, ma su chi avesse il compito di presidiarle. Nella conferenza stampa pomeridiana che Conte ha fatto a palazzo Chigi con il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri per illustrare la manovra di bilancio, il dubbio è stato in parte risolto, anche perché non fa che confermare una regola, e cioè che spetta alle forze di polizia il controllo sull'ordine pubblico e la sicurezza. Il protocollo che il premier dice di aver concordato con Lamorgese e Decaro - e che è specificato nella circolare firmata dal capo di gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi -, prevede che la proposta di chiusura venga «portata al comitato di sicurezza pubblica», presieduto dal prefetto, sulla base di una selezione fatta dal primo cittadino di concerto con le Asl. E che questa lista venga valutata «nell'ambito di una riunione tecnica (alla presenza di polizia, carabinieri, vigili urbani, guardia di finanza, ndr)» dove verranno stabilite le priorità di chiusura e anche il numero delle forze da impiegare nei controlli. Una decisione che ha fatto esultare Decaro: «I controlli li faranno il prefetto e il questore, come ha confermato il presidente del Consiglio».
La questione sembra però tutt'altro che risolta anche perché non si sa chi deciderà qualora tra sindaco e prefetto dovessero esserci diversità di vedute, E poiché il primo è votato e il secondo nominato, si comprende sin d'ora i rischi che si corrono in termini di tempestività perché i sindaci difficilmente arriveranno a chiedere chiusure, in quanto provvedimenti considerati altamente impopolari. «Si lasciano i sindaci soli senza dotarli di mezzi e strumenti. Io una ordinanza la posso anche fare ma poi non ho forze per poterla mettere in atto», è la lamentela del sindaco di Foligno Stefano Zuccarini. «O ci sono adeguate risorse per gli enti locali e misure di ristoro economico per le attività a cui si impongono chiusure, o l'impatto di questo nuovo Dpcm sarà fortemente negativo», incalza il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu. Ed infatti Conte, consapevole forse del rischio del fallimento della strategia delle chiusure affidate alle comunità locali ha messo in guardia: «Se non dovessero, ma non vo

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glio crederlo, dare degli effetti, saremo costretti a tararle più efficacemente e se del caso potremo arrivare a lockdown circoscritti». 

 

Nel frattempo, alcuni sindaci sono già entrati in azione. A cominciare da Decaro, che è anche primo cittadino di Bari, oltre che ai vertici dell'Anci. Dopo un Comitato per l'ordine e la sicurezza effettuato nel pomeriggio di ieri, è stato deciso che saranno 15 le strade e le piazze da interdire al popolo della movida nella città pugliese. In questo scenario che già si annuncia caotico e soprattutto differente da regione a regione, il Viminale sta cercando di correre ai ripari istituendo una cabina di regia che monitori e uniformi le varie ordinanze. In modo da evitare confusioni e disordini. Il rischio è che succeda quello che è avvenuto in estate, e cioè che con le discoteche chiuse in Italia, i giovani fuggissero a San Marino per ballare.

Naturalmente chiudere piazze e strade non vorrà dire interdirne il passaggio. Saranno chiusure a orario: i residenti - come è normale - potranno passare. Ma passeranno anche tutti quelli che dovranno andare in un ristorante. Quello che si vuole cercare di evitare a tutti i costi sono gli assembramenti. E a impedire che si creino gruppetti troppo numerosi dovranno pensarci le forze dell'ordine. Così come è sempre avvenuto.

Ultimo aggiornamento: 20:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA