Covid, morto direttore del Museo delle Civiltà all'Eur: Filippo Maria Gambari era ricoverato allo Spallanzani

Giovedì 19 Novembre 2020 di Laura Larcan

Lutto nel mondo dei Beni culturali. È morto per il Covid Filippo Maria Gambari il direttore del Museo delle Civiltà all’Eur, l’istituto statale di Roma che riunisce il Preistorico Pigorini, le Arti e Tradizioni popolari, l’Alto Medioevo e il Museo d’Arte Orientale. Aveva 66 anni, era ricoverato dalla fine di ottobre presso lo Spallanzani. Archeologo preistorico, era esperto di Celti. Era ad un passo dalla pensione. «Non ha fatto in tempo», commentano i colleghi. Il ministro Dario Franceschini e il direttore generale dei Musei Massimo Osanna si stringono in queste ore al dolore della famiglia. «Mi stringo ai familiari di Filippo Maria Gambari il direttore del Museo delle Civiltà di Roma che ci ha lasciati questo pomeriggio - ha dichiarato Franceschini - Un raffinato studioso e un ottimo direttore di uno dei musei autonomi del ministero. Una lunga carriera, rigorosa e ricca di incarichi di grande responsabilità. Ci mancherà».

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«Era uno dei migliori, grande studioso e ottimo amministratore - ricorda l’ex direttore generale dei Musei del Mibact Antonio Lampis che ne ha seguito la carriera - Ha accettato di gestire anche il parco archeologico di Ostia antica dopo il pensionamento di Maria Rosaria Barbera e fino alla recente nomina del nuovo direttore D’Alessio. Una persona buona, piena di entusiasmo ed energia, cui ho voluto bene».

Gambari aveva preso le redini del Museo delle Civiltà nella fase più “rivoluzionaria” dopo la promozione, nel 2017, all’autonomia gestionale con la riforma del ministro Dario Franceschini. Nominato con il concorso internazionale, ha puntato molto al suo rilancio. Nuovi allestimenti, progetti espositivi, sinergie strategiche per promuovere il museo nel territorio. Strategica, la sinergia con gli organizzatori della Formula E all'Eur: Il Museo della Civiltà era diventato il quartier generale della kermesse. Nell'aprile del 2019, all'inaugurazione della manifestazione, Gambari dichiarava: «Presentandosi al mondo con le sue collezioni e le sue eccellenze, il Museo vuole ricordare come l’Italia sia aperta agli scambi culturali e fortemente capace di declinare la nuova globalizzazione in termini di comprensione reciproca». Il "suo" museo era salito all'onore delle cronache nel giugno del 2019 quando, con la riorganizzazione del ministero avviata dall'allora ministro Alberto Bonisoli, sembrava destinato a perdere l'autonomia gestionale. E lui, in quei giorni, ricordava che «quello delle Civiltà è l’unico museo antropologico ed etnografico italiano di livello internazionale».

Cordoglio anche da Francesco Sirano, direttore del Parco archeologico di Ercolano, che Gambari ha guidato tra il 2016 e il 2017. «Filippo aveva avviato i primi passi amministrativi del Parco e potere contare sulla sua incredibile esperienza e sulle sue conoscenze profonde tanto nell’archeologia quanto nella gestione dei beni culturali, infondeva entusiasmo e fiducia in tutti. Il tratto umano e il rigore professionale formavano un tutt’uno che ti facevano rispettare ed amare Filippo. Ho lavorato con Filippo - continua Francesco Sirano - braccio a braccio nel Consiglio di Amministrazione ed ho condiviso con lui sempre un’unione di intenti e di progetti. Una persona rara, di eccezionale levatura. Un collega e amico generoso. Perdiamo un punto di riferimento fondamentale. Sono sconvolto dalla notizia ma sin d'ora tutti sappiamo quanto peserà la sua dipartita. In questo momento provo un senso di smarrimento e un profondo dolore che sono certo condividono tutti quelli che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di lavorare con lui». «Lo abbiamo conosciuto e ammirato nella complessa fase di avvio del Parco - aggiunge Jane Thompson Manager dell’Herculaneum Conservation Project - quando si divideva tra la Sardegna ed Ercolano con puntualità e costanza. Un vero esempio di pubblico servizio».

Parole commosse anche dal direttore del Museo Etrusco di Villa Giulia Valentino Nizzo: «Filippo non c'è più - scrive in un post - Il covid lo ha portato via, così, all'improvviso, in modo subdolo, sleale, codardo. È stato un maestro e un amico. Ho avuto la gioia e il piacere di imparare moltissimo da lui. Cultura immensa, ironia, passione sono solo alcune delle sue doti. Con lui e grazie alla sua fiducia nacque l'esperienza straordinaria dello scavo della Terramara di Pilastri nel 2013. Fu il mio soprintendente durante un momento difficilissimo come il terremoto del 2012. Fermo, attento, sensibile, ma soprattutto UMANO».

   

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