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Covid, operaio morì dopo un focolaio in azienda. «È omicidio, ne risponderanno i titolari»

Venerdì 27 Maggio 2022
Covid, operaio morì dopo un focolaio in azienda: titolari accusati di omicidio. «Non fu protetto con dispositivi di sicurezza»

Un focolaio in azienda tra il marzo e l'aprile del 2020 gli era costata la vita. Un uomo di 63 anni, che lavorava in appalto, per conto di una cooperativa, in una fabbrica di lavorazione carni a Castelvetro, in provincia di Modena, era morto di Covid pochi giorni dopo averlo contratto. Adesso per il decesso dell'operaio, il titolare della società e il rappresentante della cooperativa sono accusati di omicidio a causa della mancanza di adeguati dispositivi di protezione individuale. A riportare la vicenda, finita davanti al Tribunale della città emiliana, è la Gazzetta di Modena. 

All'epoca all'interno della ditta si sviluppò un focolaio di coronavirus, i contagi furono diversi ma morì solo il 63enne. In base alle analisi condotte dai sanitari per conto della Procura l'uomo aveva elevati fattori di rischio per pluripatologie di cui era affetto ma non sarebbe stato adeguatamente protetto sia con mascherine e altri dispositivi di sicurezza, sia con un adeguato distanziamento sula postazione di lavoro. Ieri si è svolta l'udienza preliminare e il titolare della società ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato - l'udienza è stata fissata per il 21 novembre - mentre il rappresentante della cooperativa non ha fatto richiesta di riti alternativi e, in quella data, saprà se sarà rinviato a giudizio.

Ultimo aggiornamento: 14:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA