Covid, il nuovo Dpcm: chiusura alle 23 per bar e ristoranti, mascherine all'aperto. Militari per controllare la movida

Sabato 3 Ottobre 2020 di Mauro Evangelisti
Covid, il nuovo Dpcm: chiusura alle 23 per bar e ristoranti, mascherine all'aperto. Militari per controllare la movida

Mascherine obbligatorie anche all'aperto in tutta Italia, limitazioni degli orari dei locali pubblici, un tetto al numero di spettatori negli impianti sportivi con un intervento anche in quelle Regioni in cui sono state concesse delle deroghe.

Lunedì sera il nuovo Dpcm arriverà al consiglio dei ministri, mentre in parallelo corre la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio. Molti provvedimenti già in vigore saranno confermati, come l'uso della mascherina all'interno dei luoghi pubblici al chiuso. Ma c'è una riflessione in corso per generalizzare l'obbligo anche all'aperto in tutta Italia, come fatto da alcune regioni (ad esempio il Lazio). Alla luce dell'impennata dei nuovi casi e soprattutto dell'aumento dei ricoveri per Covid, preoccupano gli assembramenti legati a vita notturna e feste. Si sta studiando una norma che fissi un orario per la chiusura di bar, pub e ristoranti, come già fatto in altri paesi europei, che potrebbe essere attorno alle 23. Più delicato il nodo delle feste private, nelle case: possibile, come già applicato nel Regno Unito,  un limite alle persone che partecipano a una riunione familiare o tra amici, ma appaiono complicati i controlli. Nei bar, nei pub e nei ristoranti confermata la necessità del mantenimento delle distanze di almeno un metro tra i tavoli.

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Per i trasporti pubblici resta il limite del riempimento all'80 per cento, ancora in fase di valutazione il piano proposto dalle società di gestione dell'alta velocità dove per ora si è fermi al 50 per cento, possibile l'innalzamento al 70 (c'è una riflessione sull'uso di pannelli di separazione tra i posti in materiale leggero e flessibile), ma la valutazione del Cts è ancora in corso.

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Frattura con alcune regioni sullo sport: Emilia-Romagna e Lombardia, ad esempio, consentono di far entrare nei palasport fino al 25 per cento di spettatori previsti dalla capienza dell'impianto, mentre il Dpcm confermerà i limiti attuali: 200 persone al chiuso, 1.000 all'aperto. Se le regioni non si adegueranno, ci sarà un intervento del governo come avvenne il 16 agosto per le discoteche (che resteranno chiuse anche con il nuovo Dpcm). Al cinema confermati i posti assegnati e nominativi e la necessità di garantire le distanze. 

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Le attività di controllo «potranno essere modulate in relazione a specifici quadranti territoriali e a determinate fasce orarie, in cui risulti maggiore il rischio di assembramenti, con il consueto concorso di operatori delle polizie locali e con l'eventuale ausilio del personale militare appartenente al dispositivo Strade Sicure, nel quadro del pertinente Piano di Impiego», si legge nella circolare del Viminale indirizzata ai Prefetti, in merito ai controlli per il rispetto delle misure anti-Covid.

Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 00:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA