Covid e turismo, ipotesi tamponi anche in vacanza: il piano del governo

Martedì 9 Marzo 2021 di Francesco Bisozzi
Covid e turismo, ipotesi tamponi anche in vacanza: il piano del governo

Paletta, secchiello e tamponi. Per far ripartire il turismo, prima motore del pil e ora attaccato alla bombola dei ristori e dei sostegni, si guarda oltre i modelli di Sardegna e Sicilia, dove vige la regola del tampone all’ingresso per chi arriva senza certificato vaccinale o di negatività al coronavirus, e si inizia a pensare al tampone (rapido) intra-vacanza. C’è pure questa tra le soluzioni che il ministro del Turismo Massimo Garavaglia sta considerando per liberare le vacanze dal Covid, oltre al passaporto vaccinale europeo, la cui messa in pista tuttavia richiede tempo e perciò potrebbe dimostrarsi un efficace salva-vacanze solo dopo Ferragosto.  

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La formula delle vacanze Covid-tested sembra quella in grado di offrire maggiori garanzie al momento e viene sposata anche da Fs, che ha appena annunciato l’arrivo dei treni covid-free con obbligo di tampone per passeggeri e personale all’imbarco. Nel contempo il ministero dei Trasporti e gli operatori aeroportuali ragionano sull’ampliamento dei voli Covid-tested (già operativi tra New York e Roma e tra Atlanta e la Capitale) ad altre destinazioni Usa, ma anche alle principali mete turistiche dello Stivale. La cosa certa è che servono protocolli chiari, lo hanno chiesto tutte le associazioni di settore, sia sotto il profilo del contrasto ai contagi che dal punto di vista delle misure di assistenza da attivare in caso di positività dei viaggiatori. La regola del tampone intra-vacanza non si applicherebbe però a tutti i soggiorni, ma solo a determinati tipi di vacanze. L’idea sarebbe di restringerla ai soggiorni in hotel, villaggi vacanze, camping e bed and breakfast superiori a una settimana. Non solo. Anche i cambi di struttura potrebbero far scattare quest’estate l’obbligo di eseguire un test, a prescindere dalla durata del viaggio: se così sarà, chi si sposterà da un albergo a un altro o da un camping a un bed and breakfast, anche se all’interno della stessa regione, dovrà sottoporsi a un tampone rapido riconosciuto dall’Istituto superiore di sanità nelle 24 o 48 ore precedenti al trasloco.  

L’ipotesi è stata discussa anche con le associazioni di categoria del settore. Per adesso però il piano in fase di elaborazione per rimettere in moto uno dei settori maggiormente penalizzati dalla pandemia rimane top-secret e dal dicastero fanno sapere che è ancora troppo presto per definire con chiarezza la strategia con cui rilanciare il turismo. Sotto i fari la curva dei contagi e il cammino delle vaccinazioni, ma come detto anche le misure speciali introdotte dalla Sardegna e i controlli sugli arrivi appena riconfermati dalla Sicilia hanno attirato l’attenzione del ministro Garavaglia. I sistemi pensati da Christian Solinas e Nello Musumeci convincono gli operatori del settore, ma richiedono un’intensa attività di tracciamento e adeguate piattaforme online tramite cui seguire i vacanzieri e monitorare costantemente arrivi, partenze ed eventuali tamponi eseguiti durante il soggiorno. 

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Le associazioni insistono anche sull’importanza di garantire agli operatori della rete di accoglienza una corsia preferenziale nel processo di vaccinazione, in modo da poter assicurare a chi partirà strutture al cento per cento covid-free. La via del ricorso massiccio ai tamponi rapidi è quella del resto su cui sta puntando al momento tutta l’industria dei viaggi. L’amministratore delegato di Fs Gianfranco Battisti ha annunciato ieri che da aprile un treno covid-free collegherà Roma e Milano: «Verranno eseguiti i test prima di salire a bordo a personale e passeggeri con il supporto della Croce rossa». Questa soluzione verrà poi implementata, soprattutto sulle destinazioni turistiche per l’estate, ha rivelato la società.

L’iniziativa di Fs ricalca quella introdotta lo scorso settembre da Adr sulla tratta Roma-Milano (prima rotta Covid-tested in Europa) in partnership con Alitalia, la Regione Lazio e l’Istituto Spallanzani. L’esperimento si è chiuso a fine gennaio e i voli Covid-tested rimasti sono solo quelli che collegano la Capitale a New York e Atlanta. Si lavora per estenderli a nuove destinazioni negli Stati Uniti, a Francoforte e Monaco in Germania e al Giappone. Ma il governo vuole produrre effetti tangibili sulla connettività anche interna già da quest’estate e spinge per avviare i voli Covid-tested pure verso le grandi mete turistiche del Belpaese. 

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