Catastrofe a Genova, la Procura non esclude l'errore di costruzione

di Sara Menafra

GENOVA - Un errore nella progettazione che non fosse desumile ex post, a viadotto ormai costruito, oppure problemi di manutenzione nei cinquantun'anni successivi di vita del viadotto Morandi. Il primo nodo che la procura di Genova deve sciogliere nell'avviare l'indagine sul crollo che alla vigilia di Ferragosto ha portato con se 38 morti e quasi 20 dispersi è affidato a due consulenti, scelti ieri pomeriggio. Dopo questa prima valutazione, potrebbero cambiare ancora anche i reati contestati: al disastro, l'omicidio plurimo colposo e l'attentato alla sicurezza dei trasporti, potrebbe aggiungersi l'omicidio stradale, se dovesse essere dimostrato che il crollo è stato causato dalla cattiva manutenzione del viadotto.
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Venerdì 17 Agosto 2018, 08:00
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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2018-08-17 10:00:37
si comincia ad insabbiare un ponte costruito male non cade dopo 50 anni
2018-08-17 15:17:42
Non confondiamo errori di progettazione con "orrori" di costruzione! Questi ultimi sono determinati dalle ruberie in fase di realizzazione delle opere che sono quasi sempre venute fuori dopo i diversi tipi di disastri come: terremoti, alluvioni, frane. il c.d. "calcestruzzo" abbinato alle armature è spesso risultato "magro", cioè contenente quantità di cemento inferiore agli standard prescritti. A chi attribuire le colpe di questo. Non faccio nomi, ma ritengo che debbano essere rivisti certi criteri ritenuti erroneamente giusti: gare al ribasso, appalti con subappalti a catena (cosa che procura utili senza lavoro ma solo speculazioni), controlli inesistenti o fasulli (spesso frutto della corruzione). Gli americani non fanno così e basta avere un po' di esperienza dei lavori eseguiti in Italia per conto degli USA.

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