Cultura italiana in lutto: è morto a 84 anni lo scrittore Umberto Eco

Sabato 20 Febbraio 2016
Cultura italiana in lutto: è morto a 84 anni lo scrittore Umberto Eco

La cultura italiana è in lutto. È morto lo scrittore, filosofo e semiologo Umberto Eco. Aveva 84 anni. Tra i suoi successi letterari «Il nome della rosa» e «Il pendolo di Focault». Il grande autore è venuto a mancare intorno alle 22.30 nella sua abitazione.

Eco era nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932. Nel 1988 aveva fondato il Dipartimento della Comunicazione dell'Università di San Marino. Dal 2008 era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell'Università di Bologna.

Figlio di un negoziante di ferramenta, conseguì la maturità al liceo classico "Giovanni Plana" di Alessandria.  In gioventù fu impegnato nella GIAC (l'allora ramo giovanile dell'Azione Cattolica) e nei primi anni cinquanta fu chiamato tra i responsabili nazionali del movimento studentesco dell'Azione Cattolica. Durante gli anni liceali con un suo compagno di classe,  il fisarmonicista Gianni Coscia,  scrisse spettacoli di rivista. 

Durante i suoi studi universitari su Tommaso d'Aquino, smette di credere in Dio e lascia definitivamente la Chiesa cattolica. Dirà in seguito, ironicamente: «si può dire che Tommaso d'Aquino mi abbia miracolosamente curato dalla fede». 

Si laurea in filosofia nel 1954 all'Università di Torino con Luigi Pareyson con una tesi proprio sull'estetica di San Tommaso d'Aquino e inizia a interessarsi di filosofia e cultura medievale, campo d'indagine mai più abbandonato anche se successivamente si dedica allo studio semiotico della cultura popolare contemporanea e all'indagine critica sullo sperimentalismo letterario e artistico. È del 1956 il suo primo libro, un'estensione della sua tesi di laurea dal titolo «Il problema estetico in San Tommaso».

Fa parte dei cosiddetti Corsari della Rai, ossia di quel gruppo di vincitori del concorso  del 1954 per l'assunzione di telecronisti e nuovi funzionari. Con lui ci sono anche  Furio Colombo e Gianni Vattimo: i tre  abbandonano, con altri vincitori di concorso,  l'ente televisivo sul finire degli anni '50  per seguire un corso di formazione diretto da Pier Emilio Gennarini (di qui il soprannome di "corsari) e avrebbero dovuto, secondo le intenzioni del dirigente Filiberto Guala, "svecchiare" i programmi. Con altri ingressi successivi, i grandi amici innovarono davvero l'ambiente culturale della televisione, ancora molto legato a personalità provenienti dall'EIAR, venendo in seguito considerati come i veri promotori della centralità della RAI nel sistema culturale italiano.




Umberto Eco ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo. Dal 12 novembre 2010 era socio dell'Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche. L'ultimo suo libro, pubblicato nel 2015, proprio il giorno del suo compleanno è stato "Anno Zero" , pubblicato da Bompiani.

Dal 1959 al 1975 è condirettore editoriale della casa editrice Bompiani. Nel 1962 pubblica il saggio «Opera aperta» che, con sorpresa dello stesso autore, ebbe notevole risonanza a livello internazionale fornendo le basi teoriche al Gruppo 63, movimento d'avanguardia letterario e artistico italiano.

Dalla fine degli anni '50, Eco inizia a interessarsi all'influenza dei mass media nella cultura di massa, argomento sul quale pubblica articoli in diversi giornali e riviste, poi in gran parte confluiti in «Diario minimo» (1963) e «Apocalittici e integrati»(1964). In Apocalittici e integrati Eco analizza con taglio sociologico le comunicazioni di massa, tema già stato affrontato in Diario minimo, che include, tra gli altri, il breve articolo del 1961 «Fenomenologia di Mike Bongiorno».

Il 1968 segna l'inizio dei suoi studi semiotici con il suo primo libro di teoria semiotica, «La struttura assente», seguito dal fondamentale «Trattato di semiotica generale» (1975) e gli articoli per l'Enciclopedia Einaudi poi riuniti in Semiotica e filosofia del linguaggio.

Nel 1971 fonda Versus - Quaderni di studi semiotici, una delle maggiori riviste internazionali di semiotica, rimanendone direttore responsabile e membro del comitato scientifico fino alla morte. È anche stato segretario, vicepresidente e dal 1994 presidente onorario della IASS/AIS ("International Association for Semiotic Studies"). È stato invitato a tenere le prestigiose conferenze Tanner (Università di Cambridge, 1990), Norton (Università di Harvard, 1993), Goggio (Università di Toronto, 1998), Weidenfeld (Università di Oxford).

L'esordio nella narrativa di Eco risale al 1980 con il suo primo romanzo, «Il nome della rosa», che incontra grande successo sia di critica sia di lettori, tanto da divenire un best-seller internazionale tradotto in 47 lingue e venduto in trenta milioni di copie. Il nome della rosa è stato anche tra i finalisti del prestigioso Edgar Award nel 1984.

Del 1988 il suo secondo romanzo, Il pendolo di Foucault, satira dell'interpretazione paranoica dei fatti veri o leggendari della storia e delle sindromi del complotto.  Romanzi successivi sono L'isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero Zero (2015), tutti editi in italiano da Bompiani.

Eco ha ricevuto 40 lauree honoris causa da università europee e americane[25], come quella del 2014, che gli è stata conferita dall'Universidade Federal do Rio Grande do Sul, di Porto Alegre, in Brasile[26]. Nel giugno 2015 in occasione della laurea in comunicazione conferita dell'Università di Torino, Umberto Eco ha rilasciato pesanti giudizi sui social del web che, a suo dire, « permette a qualsiasi imbecille di porsi sullo stesso piano dei Premi Nobel». Le affermazioni di Eco, a loro volta, hanno suscitato vivaci polemiche.

Nel 2012 è stata pubblicata una versione "riveduta e corretta" del suo primo romanzo Il nome della rosa, con una nota finale dello stesso Eco che, mantenendo stile e struttura narrativa, è intervenuto a eliminare ripetizioni ed errori, a modificare l'impianto delle citazioni latine e la descrizione della faccia del bibliotecario per togliere un riferimento neogotico.

Umberto Eco è stato membro onorario (Honorary Trustee) della James Joyce Association, dell'Accademia delle Scienze di Bologna, dell'Academia Europea de Yuste, dell'American Academy of Arts and Letters, dell'Académie royale des sciences, des lettres et des beaux-arts de Belgique, della Polska Akademia Umiejętności (Accademia polacca della Arti), "Fellow" del St Anne's College di Oxford e socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei.

Nella sua prolifica produzione letteraria si annoverano anche numerosi titoli per l'infanzia:
«La bomba e il generale», illustrazioni di Eugenio Carmi, Milano, Bompiani, 1966; «I tre cosmonauti», illustrazioni di Eugenio Carmi, Milano, Bompiani, 1966; «Gli gnomi di Gnu», illustrazioni di Eugenio Carmi, Milano, Bompiani, 1992; «Tre racconti», Milano, Fabbri, 2004 (raccolta dei tre precedenti); «La storia de "I promessi sposi", raccontata da Umberto Eco», Torino-Roma, Scuola Holden-La biblioteca di Repubblica-L'Espresso.

Per quelle strane coincidenze della vita nella stessa giornata è morto anche l'astrattista Eugenio Carmi che di Eco era stato illustratore e per il quale lo scrittore piemontese aveva scritto un trattato di semiotica quale geniale esempio di semiotica industriale per i cartelloni antinfortunistici che Carmi aveva disegnato per l'impianto siderurgico Italsider di Genova-Cornigliano.  



 

Ultimo aggiornamento: 08:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA