Denise Pipitone e le cento sosia: 17 anni di speranze vane

Mercoledì 12 Maggio 2021 di Gigi Di Fiore
Denise Pipitone e le cento sosia: 17 anni di speranze vane

A ottobre, compirebbe 21 anni. Ma non si sa se Denise Pipitone sia ancora viva. Annunci, ragazzine identificate in lei, telefonate di mitomani. Da quando, il primo settembre del 2004, la bambina di 4 anni scomparve dal nulla a Mazara del Vallo, la storia di Denise è diventata un racconto a puntate tra speranze e disillusioni. La mamma Piera Maggio, che ha avuto la bambina in una relazione extraconiugale con Piero Pulizzi, autista di autobus sposato e con due altre figlie, è convinta che Denise sia viva. E con lei, un intero paese. Una settimana fa, a Mazara del Vallo, c’è stata un’altra manifestazione in piazza per «chiedere la verità per Denise» ha spiegato il sindaco Salvatore Quinci.

Quel giorno, Denise aspettava di mangiare con la nonna. Era sul marciapiede di fronte casa in via Domenico la Bruna a Mazara. Era mezzogiorno, in quel momento a pochi metri si teneva l’affollato mercato rionale e c’era tanta gente. Quando la nonna chiamò la bambina, non la trovò più. Nessuno vide movimenti sospetti, o sentì qualcosa di strano. Dissolta nel nulla, con i primi mesi di ricerche e indagini perse tra piste diverse e inquietanti: pedofilia, traffico di organi umani, messe nere, un rapimento di nomadi. Non si è mai arrivati a nulla, anche nel processo che ha coinvolto la sorellastra della bambina: Jessica Pulizzi, accusata dalla Procura di Marsala di aver favorito il rapimento per «vendetta e gelosia». Al processo, l’accusa chiese una condanna a 15 anni per Jessica Pulizzi che fu assolta in primo grado e in appello, con la conferma della sentenza in Cassazione. Ma, al di là del processo, Piera Maggio non ha mai finito di cercare la figlia e di chiedere a chiunque sappia o abbia visto qualcosa di farsi avanti.

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In era social, la mamma di Denise sta utilizzando tutti gli strumenti per raccogliere notizie sulla figlia: il sito cercchiamodenise.it; il blog informazione.cerchiamodenise.it; la pagina instragram missingdenisepipitone; il profilo twitter missingdenisemp. Notizie sulla ragazza, addirittura ricostruzioni con programmi di foto per ricostruire come oggi potrebbe essere diventata a 21 anni sono in Rete per avere notizie. Non si contano le telefonate e gli interventi al programma di Rai 3 «Chi l’ha visto». E a ogni segnalazione è spesso seguito il tentativo di rintracciare la ragazza descritta come somigliante a Denise. In un paio di occasioni si è arrivato anche all’analisi del Dna. 

L’ultima disillusione, che era stata annunciata come una svolta, è stata la segnalazione, fatta da una parrucchiera del posto, di una ragazza romena che vive a Scalea in Calabria. Ha 19 anni, si chiama Denisa e ai giornalisti ha spiegato: «Ho avuto problemi familiari e vivo con amici». E ha poi dato la disponibilità a sottoporsi al test del Dna, spiegando: «Ho una cicatrice sul sopracciglio simile a quella di Denise, ma perché sono caduta da cavallo da piccola. Sono cresciuta con i nonni in Romania, ma in Italia sono arrivata nel 2009 a sei anni e mezzo»

Al test del Dna si sottopose invece un mese fa la ragazza russa Olesya Rostova. Era apparsa in un programma televisivo russo e la sua somiglianza era stata segnalata da un’infermiera e dal conduttore. Rintracciata, la ragazza aveva accettato il test, che ha poi escluso sia Denise. Resta sempre misteriosa e piena di speranze la pista segnalata a Milano già nel 2004, quando una guardia giurata, Felice Grieco, segnalò due bambini in un gruppo di nomadi, con un uomo, una donna. Uno dei bambini somigliava a Denise, la guardia giurata scattò una foto, registrò anche un filmato di pochi secondi dove la piccola, con il capo coperto, dice «dove andiamo». La donna avrebbe chiamato la piccola Danas e questo fece pensare a una storpiatura del nome di Denise. Alla segnalazione dell’uomo alla polizia, il gruppo si dileguò. Dal filmato, Piera Maggio è sempre rimasta convinta fosse la figlia e questo le ha alimentato la speranza che sia ancora viva.

A ogni appello seguono quasi subito segnalazioni. Ne sono finora arrivate da Verona, Cremona, Bologna e anche dalla Grecia dove a Kos fu fermata una bambina con un nomade che parlava bene l’italiano. Anche in questo caso, ci fu il test del Dna che smentì l’ipotesi che quella bambina fosse la ragazzina scomparsa. «Verità per Denise» dice lo striscione di otto metri sul palazzo vescovile d Mazara. E, sedici giorni fa, la deputata dem Alessia Morani ha annunciato l’impegno a chiedere l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta. Lo spera l’avvocato Giacomo Frazzitta, da anni vicino alla famiglia alla ricerca di una verità sulla misteriosa scomparsa della bambina nel nulla. 

Ultimo aggiornamento: 22:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA