Diabolik, l'accordo con gli ex della Banda della Magliana per lo spaccio al Tufello

Martedì 3 Dicembre 2019

Diabolik e Fabrizio Fabietti inondavano Roma di droga anche grazie all’appoggio di un pezzo grosso della Banda della Magliana del calibro di Roberto Fittirillo, che avrebbe il suo quartier generale al Tufello. Lo scrivono i finanzieri del Gico nell’informativa finale dell’inchiesta che ha portato in carcere 50 esponenti del gruppo al cui vertice sedeva Fabrizio Piscitelli, il cinquantatreenne ultras della Lazio freddato il 7 agosto, al parco degli Acquedotti, da un killer travestito da runner. Nei giorni scorsi, tutti i 50 indagati finiti in carcere per narcotraffico hanno fatto scena muta di fronte al gip. Dopo la retata di venerdì, in sede di interrogatorio di garanzia, nessuno ha parlato: si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Un atteggiamento che, per i pm che ipotizzano l’aggravante mafiosa a carico di molti arrestati, confermerebbe il sospetto di essere di fronte a un gruppo compatto, coeso, difficile da scardinare.

Diabolik e la droga, il clan rivale: «Ci sta rubando la piazza»
 

Intanto, però, l’inchiesta continua a galoppare e i dettagli confermano l’autorevolezza raggiunta, nella mala romana, dalla coppia Piscitelli-Fabietti. Quest’ultimo trattava con Fittirillo, uno dei sicari della Banda della Magliana.  Acquistava, infatti, da “Robertino” partite di droga da milioni di euro. «Dalle numerose intercettazioni emerge come Fabietti, per rifornirsi di stupefacente, sia solito rivolgersi a soggetti di elevato spessore criminale. Tra gli altri, spicca la figura di Fittirillo Roberto», sottolineano le fiamme gialle nell’informativa finale. Uno dal grilletto facile che, per Enrico De Pedis e soci, uccise 5 persone nei primi anni Ottanta.
In una conversazione intercettata il 20 giugno del 2018, si parla di cifre non completamente saldate da parte di Fabietti. E il disappunto di Fittirillo viene comunicato al socio del Diablo da Danilo Perni:  «Rappresentava come Fittirillo si fosse lamentato di un presunto ammanco di denaro». Una lamentela che aveva mandato su tutte le furie Fabietti, convinto di aver pagato fino all’ultimo centesimo la partita comprata dall’ex della Magliana. «Fabietti faceva presente di aver già consegnato 150.000 euro a fronte - si legge nelle carte dell’indagine - di un quantitativo di droga pari a 10 chilogrammi, per un totale di 410.000 euro in appena 4 giorni». Ecco l’intercettazione della conversazione: «Gliel’ho pagata a 30 (30.000 euro/kg, ndr) questa. Io gli ho dato una piotta e mezza per gli altri 10. In quattro giorni gli ho dato 4 e 10 (410.000 euro, ndr) e i centodieci (110.000 euro, ndr) li ho contati - spiega Fabietti a Perni - cento volte».
Insomma, il vice di Piscitelli sostiene di aver saldato tutto. Ma la conversazione prosegue. E Fabietti fa riferimento ad altri notevoli acquisti di stupefacente: «Nel prosieguo della discussione, emergevano ulteriori cifre di denaro che, a suo dire, il Fabietti aveva già liquidato al Fittirillo nel corso del loro durevole rapporto lavorativo», scrivono i militari del Gico. «Io - sottolinea Fabietti al suo interlocutore - gli ho dato un milione e otto».
Infine l’informativa si concentra su “Robertino”, un criminale che pareva essersi eclissato negli ultimi anni. Invece, dalle indagini è emerso che non avrebbe «mai rescisso le proprie radici». Secondo gli investigatori, Fittirillo sarebbe «tuttora attivo nel traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, mantenendo la propria base operativa nella zona del Tufello, suo quartiere di origine».
 

Ultimo aggiornamento: 12:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA