Dall'Olanda al Salento, la “droga dello stupro”: pacco bloccato prima dello spaccio nella movida. Un arresto

Venerdì 2 Luglio 2021 di Paola ANCORA
Dall'Olanda al Salento, la “droga dello stupro”: pacco bloccato prima dello spaccio nella movida. Un arresto

Dall'Olanda al Salento, la droga dello stupro: arrestato per spaccio un 31enne di Galatone. L'uomo - Daniele Scrimieri, di professione pizzaiolo - è stato trovato in possesso di ben sei litri di Gbh/Gbl, intercettati dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Lecce prima che arrivassero nei locali della movida estiva salentina. L'uomo, arrestato in flagranza, è stato poi scarcerato dal giudice per l'udienza preliminare Giulia Proto, alla quale il 31enne ha dichiarato di non essere a conoscenza del contenuto del pacco, che avrebbe dovuto prendere la via per Israele. 

 

Cos'è la droga dello stupro

 

Inodore, insapore, economica e facile da assumere, una dose di Gbl costa dai tre ai cinque euro e, mescolata ai cocktail, fa perdere i freni inibitori: da qui, il nome. Abusare di questa sostanza può moltiplicare l'effetto sedativo, ipnotico, fino a indurre perdita dei sensi e arresto cardiocircolatorio. Secondo una stima effettuata dalle forze dell'ordine riunite nel Gruppo Interforze, negli ultimi 10 anni il consumo di acido gamma idrossibutirrico (Ghb) è raddoppiato. Numeri preoccupanti che, ora, interessano anche il Salento

 

L'operazione

 

In particolare, gli agenti della Squadra Mobile di Lecce sono riusciti a bloccare il carico in arrivo dall'Olanda e destinato a Scrimieri grazie a una segnalazione dei colleghi in servizio all’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea presso lo scalo aeroportuale di Fiumicino, in provincia di Roma. Mercoledì scorso, infatti, i poliziotti laziali hanno riferito che le autorità olandesi avevano segnalato il passaggio, in quello scalo, di un plico sospetto contenente della sostanza stupefacente, diretta proprio a Galatone, nel Salento. La segnalazione riguardava un non meglio specificato quantitativo di Gbl che, una volta giunta a Roma, aveva preso la strada per Bari da dove, successivamente, un corriere l'avrebbe consegnata a Scrimieri entro giovedì, 1 luglio. 

A quel punto, gli agenti - dopo aver informato la Procura della Repubblica - hanno vestito i panni del corriere e, in borghese, alle 11.30 di giovedì hanno bussato alla porta dell'ignaro 31enne, così da essere certi che fosse proprio lui il destinatario di quel pacchetto da sette chili e 650 grammi. Scrimieri ha ritirato il suo ordine, ma non ha avuto nemmeno il tempo di realizzare cosa stesse accadendo: gli agenti hanno aperto la scatola e, all'interno, hanno trovato sei flaconi in plastica bianca, da un litro ciascuno, di colore bianco pieni di un liquido trasparente. Sull'etichetta, la scritta “Procleaner” e un bollino riportante la scritta “Premium Quality”. Il contenuto dei flaconi è stato immediatamente analizzato ed effettivamente si trattava di Ghb: per questo la sostanza stupefacente - che è già stata “schedata” e inserita nelle tabelle del ministero della Salute - è stata sequestrata  e l'uomo accompagnato nel carcere di Borgo San Nicola. 

 

Al termine dell'udienza di convalida, però, il pizzaiolo - difeso dall'avvocato Antonio Luceri - è stato scarcerato. La giudice per l'udienza preliminare Giulia Proto ha rigettato, infatti, la richiesta del pubblico ministero Roberta Licci e disposto la scarcerazione senza alcuna misura cautelare. Davanti al giudice, il 31enne ha spiegato di non sapere quale fosse il contenuto del pacco e di doverlo spedire in Israele. A dimostrare la sua versione, avrebbe mostrato alcune chat. Resta libero, su disposizione del giudice. 

Ultimo aggiornamento: 22:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA