Terra dei fuochi: droni e telecamere
per combattere crimini e illegalità

Una cabina di regia digitalizzata grazie ai sistemi di condivisione dei big data messi a punto dal CNR e alla piattaforma ITER, con telecamere, droni dell'Aeronautica e dell'Esercito e persino un'app per comunicare
direttamente con i cittadini. Sono questi i punti principali del 'Piano delle azioni per il contrasto al fenomeno dell'abbandono di rifiuti e roghi dolosì, appena varato dalla Regione Campania e i cui primi componenti entreranno in attività entro meno di due mesi. Quello per mettere fine alla Terra dei fuochì è un piano complesso che prevede un investimento di 37 milioni di euro per portare a dialogare tra loro tutte le entità finora
intervenute, per contrastare i roghi che deturpano la Campania e minacciano la salute dei suoi cittadini. 

«Quello della Terra dei Fuochì è un marchio infamante per tutta la Campania - spiega il vicepresidente ed assessore all'Ambiente regionale, Fulvio Bonavitacola - oltre ad essere un fenomeno dannoso per la salute, l'agricoltura, il turismo e le industrie delle zone colpite. Con questo piano, che nella sua prima istanza durerà due anni e poi verrà sottoposto a revisione, la Regione interviene, in maniera sussidiaria e attraverso le sue aziende partecipate del polo ambientale, per mettere fine all'emergenza con una cabina di regia che mette insieme i vari soggetti coinvolti nella lotta ai roghi. Spetterà alla Prefettura stabilire a chi tocca il coordinamento diretto». 

Secondo i dati ufficiali dei Vigili del Fuoco nei primi sei mesi del 2016 ci sono stati 1.300 incendi, ovvero un terzo di quelli registrati nello stesso periodo del 2012, nei 90 comuni interessati e i siti monitorati sono circa 3.300, secondo le rilevazioni di SMA Campania ed Esercito italiano. In questi siti, aggiunge Bonavitacola, «finiscono rifiuti di ogni genere, dai pellami delle lavorazioni in nero di borse e pelli, ai solventi stati per le pitture, agli scarti edili che possono comprendere anche amianto, ai pneumatici. Degrado chiama degrado, illegalità chiama illegalità. Con questo piano rafforziamo la lotta con videosorveglianza, telerilevamento, telepattugliamento, di supporto ai presidi sul territorio, ne verranno creati entro pochi giorni due a Giuliano e Mondragone e
poi nell'area vesuviana, e allo spegnimento, alla raccolta e al trattamento dei rifiuti abbandonati».

Nell'attività di contrasto e bonifica dei roghi sono coinvolti almeno 14 soggetti, tra i quali ci sono Regione,
Comuni, Asl, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Protezione civile, Esercito e Aeronautica. «Ognuno di questi ha i suoi archivi di dati che vanno indietro nel tempo anche di diversi anni - spiega il direttore del Laboratorio GEOSDI del CNR, Dimitri Dello Buono - e si tratta di metterli insieme alle segnalazioni che vengono dal territorio e tradurli in una mappa digitale in tempo reale. Grazie ai droni,
operati esclusivamente dai militari, e alle centinaia di telecamere sparse su quel territorio si possono sorvegliare i
siti che risultano più utilizzati secondo i dati già in archivio arrivando anche a individuare targhe di veicoli che vi compaiono più spesso e risalendo ai proprietari. I droni possono seguire questi veicoli anche fino alle aziende da cui caricano rifiuti». A tutto questo si aggiunge infine un'app, ovviamente gratuita, che consentirà al cittadino di segnalare rifiuti abbandonati. «Anche questi dati - aggiunge infine Dello Buono - confluiranno in tempo reale nella piattaforma ITER del piano, che tra l'altro è anche una dei finalisti del Premio Agenda
Digitale che verrà assegnato domani. La speranza è che queste segnalazioni possano arrivare prima che avvengano gli incendi che disperdono diossina e altre tossicità nell'aria». 
Domenica 13 Novembre 2016, 18:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP