Eitan, i giudici: il tutore sia un professionista esterno, non la zia. Ma il piccolo resta a casa di Aya

Venerdì 17 Dicembre 2021
Eitan, i giudici: il tutore sia un professionista esterno, non la zia. Il piccolo resta a casa di Aya

Come prevedibile, il tribunale per i minorenni di Milano ha nominato un tutore "terzo" per Eitan, il bimbo di 6 anni unico sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone. Al tempo stesso i giudici hanno riconosciuto che la famiglia migliore in cui lasciare il piccolo è quella a Pavia della zia paterna Aya: scelta dettata dal fatto che Eitan è cresciuto in Italia (con i genitori e il fratellino morti sul Mottarone) dove continua a frequentare la scuola. Dall'altra parte c'è del resto a Tel Aviv la famiglia della madre del bimbo che non ha esitato ad allestire un rapimento internazionale, con tanto di complicità esterne, per sottrarre il nipote ai legittimi tutori e portarlo in Israele in totale spregio delle leggi italiani e anche di quelle internazionali che tutelano i minori come la Convenzione dell'Aja. Tanto è vero che la suprema corte israeliana ha sancito l'illegittimità del comportamento dei nonni materni ed ha restituito il piccolo alla zia Aja che l'ha riportato in Italia.  

 

Ora il Tribunale per i minorenni di Milano, nell'ambito del procedimento sul reclamo presentato dai nonni materni di Eitan contro la nomina della zia paterna Aya come tutrice legale, ha deciso di nominare come «tutore» in «sostituzione» della zia «un professionista estraneo ad entrambe le famiglie di origine», mantenendo «il bambino collocato presso la zia». Lo ha comunicato il presidente del Tribunale per i minorenni Maria Carla Gatto chiarendo che la decisione è stata presa data «l'elevatissima conflittualità, manifestatasi successivamente all'iniziale nomina del tutore» che «ha reso necessaria l'individuazione di un soggetto terzo». 

«Il Tribunale per i minorenni di Milano - spiega il presidente Gatto - all'esito dell'udienza del 9 dicembre 2021 avente ad oggetto il reclamo avverso il provvedimento del Giudice tutelare di Pavia, proposto dai nonni materni del minore Eitan, ha nominato come tutore di quest'ultimo, in sostituzione della zia paterna, un professionista estraneo ad entrambe le famiglie di origine, mantenendo il bambino collocato presso la zia».

«L'elevatissima conflittualità - chiarisce il magistrato - manifestatasi successivamente all'iniziale nomina del tutore, ha reso necessaria l'individuazione di un soggetto terzo, visto che la contesa parentale insorta indubbiamente contribuisce a complicare ogni scelta personale, relazionale, economica ed educativa che dovrà essere assunta nel prioritario interesse del bambino, già così drammaticamente segnato dai tragici vissuti personali».

Gli avvocati del nonno rapitore

«Nell'interesse del minore accogliamo con soddisfazione la rimozione di Aya Biran come tutore a favore di un terzo, come era stato richiesto fin dall'inizio dai nonni materni». Così gli avvocati Sara Carsaniga e Paolo Polizzi, legali di Shmuel Peleg e Esther Cohen, i nonni materni di Eitan, indagati per sottrazione di minore con la complicità di un terzo israeliano colpito da un mandato da cattura internazionale che l'ha raggiunto a Cipro.

 Il 9 dicembre si era svolta, davanti al Tribunale per i minorenni di Milano, un'udienza nella quale si era discusso del reclamo presentato dai nonni materni di Eitan contro la nomina della zia paterna Aya Biran come tutrice legale. Nomina stabilita a fine maggio scorso dal Tribunale di Torino e poi confermata da un giudice di Pavia ad agosto.

Dopo la discussione dei legali dei due rami familiari, i giudici si erano riservati di decidere e lo hanno fatto oggi. Il procedimento, davanti al Tribunale per i minorenni e con al centro una serie di questioni poste dagli avvocati dei nonni (che hanno contestato anche la presunta falsità del verbale di nomina basato su un documento di un medico) era iniziato lo scorso 22 ottobre con una prima udienza.

Tra l'altro, la zia paterna nei mesi scorsi ha già presentato richiesta al Tribunale per l'adozione del minore, così come ha fatto, tra l'altro, anche la zia del ramo materno del piccolo. Il procedimento sull'adozione è autonomo e va avanti ed è diverso da quello sulla nomina del tutore che deve fare in questa fase gli interessi, su tutti i fronti, del minore.

Eitan è tornato in Italia il 3 dicembre dopo la sentenza della Corte suprema di Tel Aviv che ha riconosciuto, come le due precedenti decisioni, la sottrazione internazionale, l'11 settembre scorso, del piccolo da parte del nonno Shmuel Peleg, destinatario di un mandato d'arresto a seguito delle indagini dei pm pavesi anche a carico del presunto complice Gabriel Alon Abutbul, arrestato a Cipro e in attesa di estradizione, e della nonna Esther Cohen, indagata in concorso per il sequestro.

Ultimo aggiornamento: 15:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA