Elena Lonati, uccisa a 24 anni dal sagrestano: l'uomo sarà libero tra pochi mesi

Domenica 13 Settembre 2020
Elena Lonati, uccisa a 24 anni: l'omicida libero tra pochi mesi. Il legale: «Ha pagato il suo debito con la giustizia»

L'omicida di Elena Lonati, la ragazza uccisa a 24 anni in una chiesa a Santa Maria a Mompiano (Brescia), è uscito dal carcere e tra pochi mesi sarà definitivamente un uomo libero. L'ex sagrestano Wimal Chamile Ponnamperumage, 37enne cingalese noto come Camillo, era stato condannato a 18 anni e quattro mesi per l'omicidio ma, grazie ad alcuni sconti di pena per buona condotta, negli ultimi due anni rientrava in carcere solo la notte ma ora gli è stato concesso l'affidamento in prova. 

Era il 18 agosto del 2006 quando Elena Lonati, operatrice sociale, era entrata nella chiesa dove Chamile Ponnamperumage lavorava in sagrestia. La ragazza voleva accendere un cero, il suo coetaneo l'aveva invitata ad uscire perché stava per chiudere il santuario: ne nacque una furente discussione, culminata con uno spintone ai danni di Elena, che batté la testa contro la base di un banco. Credendola morta, il cingalese aveva impacchettato il corpo con sacchi di plastica e nastro adesivo, trascinandolo poi sulla scala di un pulpito: in realtà, Elena era solo svenuta e morì soffocata.

Oggi Chamile Ponnamperumage lavora come cuoco in una cooperativa e dal 2006 si trova nel penitenziario di Canton Mobello. Ora, però, dopo il regime di semilibertà degli ultimi due anni potrà diventare a breve un uomo libero, come ha spiegato a Il Giorno il suo legale, Marco Capra. «La pandemia ha accelerato la conversione della semilibertà in affidamento in prova. Il provvedimento, concesso provvisoriamente durante il lockdown, è stato confermato a giugno. Ancora pochi mesi e avrà scontato tutto: è sempre stato un detenuto modello, giusto che abbia la possibilità di reinserirsi e riabilitarsi», le parole dell'avvocato.

Ultimo aggiornamento: 16:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA