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Escherichia coli in Riviera Romagnola, rientra l'allarme. Divieti revocati. «Parametri batteri nella norma»

Venerdì 29 Luglio 2022
Escherichia coli, batteri oltre i limiti in riviera romagnola. Ma a Rimini la gente non ci sta: «Ci tuffiamo lo stesso»

Prima lo stop con tanto di divieto di balneazione, poi la revoca. Sono ore di caos (e polemiche) a proposito dei valori del batterio escherichia coli nel mare della Riviera Romagnola che aveva portato ai divieti in 22 aree. Ecco, quei valori sono rientrati nei limiti in tutti i punti dove si erano registrate anomalie. Nel pomeriggio saranno emesse le ordinanze dei sindaci per il ritiro delle ordinanze di divieto temporaneo di balneazione. Lo ha detto l'assessore regionale all'Ambiente, Irene Priolo, in una conferenza stampa sul tema.

Emilia-Romagna: «Insieme di condizioni straordinarie»

I valori delle analisi aggiuntive dei campioni fatte da Arpae in tutti e 22 i punti della costa romagnola che risultavano ancora fuori norma per la presenza del batterio escherichia coli, sono risultati sottosoglia, hanno spiegato gli assessori regionali all'Ambiente e al Turismo Irene Priolo e Andrea Corsini. Secondo i tecnici, le ipotesi per spiegare i risultati, anomali, dei campionamenti di martedì 26 luglio - quando anomalie erano emerse in 28 punti - sono al momento riconducibili a un insieme di condizioni meteorologiche, idrologiche e marine del tutto eccezionali per la Romagna: la temperatura dell'acqua molto elevata da diverse settimane, con valori oscillanti intorno ai 30 gradi; la prolungata assenza di ventilazione, lo scarso ricambio delle acque, la mancata diluizione delle immissioni nei corsi d'acqua che arrivano al mare, a causa della forte siccità di questo periodo. Tutti elementi, questi, che sommandosi, spiega la Regione, potrebbero aver avuto un effetto particolarmente impattante sulla composizione delle acque del mare. 

«Arpae ha registrato per la prima volta a livello regionale», ha detto l'assessora regionale all'Ambiente, Irene Priolo, «in 12 stazioni di rilevazione della nostra regione, il superamento di 40 e 41 gradi», cosa che non avveniva «da almeno 60 anni. Questo ha influito anche sulla temperatura del nostro mare». Nelle acque regionali si sono registrati valori «superiori ai 29 gradi continuativamente, un altro fenomeno che non avevamo mai registrato», ha aggiunto Priolo. Per di più il mare è stato a lungo molto calmo. A partire da mercoledì sono arrivate delle mareggiate «che hanno cambiato il microclima del nostro mare».

Nessuna disdetta negli hotel

Si sente dire in Romagna che vi siano state delle disdette negli hotel a causa del fenomeno dell'escherichia coli in mare, ma l'assessore al Turismo regionale Andrea Corsini è di avviso diverso. «Il mio numero di cellulare ce l'hanno circa 150 albergatori - ha detto nel corso di una conferenza stampa sul tema -. Non ho ricevuto nessun messaggio di un albergatore che mi abbia detto che ha avuto delle disdette». «Non escludo che ci possano essere», precisa, anche se crede si tratti più che altro di «telefonate» per chiedere informazioni.

A Rimini i bagni sono andati avanti lo stesso

I batteri e la paura dell'escherichia coli non avevano fermato bagnanti e turisti della riviera romagnola, dove era stato imposto un divieto alla balneazione per 22 tratti della costa. I vacanzieri hanno continuato a concedersi lunghi bagni per sfuggire alla calura. «Ma sì, che sarà mai?», si sente dire tra gli ombrelloni a Rimini. La spiaggia rovente, il mare tanto desiderato. Già ieri, quando la notizia dei valori oltre i limiti è esplosa su tutti i media nazionali, adulti e bambini giocavano in acqua. Tra gli ombrelloni non si è parlato d'altro per tutto il pomeriggio ed è così anche oggi.

«Ci risiamo, il solito terrorismo mediatico», ha commentato un riminese. «È strano perché le fogne sono chiuse, non ci sono stati scarichi in mare», ha provato a rassicurare un operatore balneare che ha letto la notizia. «Sembra sia causa del riscaldamento globale», ha detto un bagnante che riporta l'ipotesi più accreditata al momento tra gli esperti. Del resto la città era abituata ai divieti di balneazione per il rischio batterico prima della recente riqualificazione delle fogne. Anche in quel caso, dopo le piogge e la conseguente apertura degli sfioratori a mare, centinaia e centinaia di bagnanti non curanti della bandiera rossa si tuffavano in acqua.

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Stop ai bagni in Riviera

Si era salvata Cattolica, con un solo sforamento dei limiti dei batteri dell'escherichia coli. Due erano a Misano, cinque a Riccione e soprattutto 14 a Rimini, la più colpita. E proprio il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad nel pomeriggio di ieri aveva parlato di «anomalie»: «Ci sono arrivati i risultati dei campioni di acqua di mare per le 7 acque di balneazione del litorale nord di Rimini, commissionati dal Comune al Laboratorio certificato Lav e svolti nella mattinata del 26 luglio, stessi luoghi, stessa giornata e a mezz’ora massima di distanza dai prelievi eseguiti da Arpae. Il Comune di Rimini ha voluto eseguire in questa occasione un campionamento autonomo. E i risultati dei campioni analizzati dal Laboratorio LAV, svolti con una delle 2 metodologie certificate e previste dal decreto ministeriale 30 marzo 2010, sono tutti, nessuno escluso, ampiamente sotto i parametri normativi, sia per quanto riguarda escherichia coli che di enterococchi, e dunque tutte e 7 le acque risultano perfettamente idonee alla balneazione. Un esito completamente opposto a quello di Arpae, per cui i Comuni del riminese e della Romagna non individuano alcuna motivazione evidente e plausibile».

 

Ultimo aggiornamento: 16:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA