Ex Ilva, arrestati l’avvocato Piero Amara e l’ex procuratore di Taranto Capristo

Martedì 8 Giugno 2021
Ex Ilva, arrestati l’avvocato Piero Amara e l’ex procuratore di Taranto Capristo

Sono quattro le persone arrestate, due in carcere e due ai domiciliari, dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza, competente sui magistrati del distretto di Taranto e Brindisi. In carcere sono finiti l'avvocato Pietro Amara (che è stato consulente legale di Ilva quando l'azienda era in amministrazione straordinaria) e il poliziotto Filippo Paradiso. Ai domiciliari l'avvocato di Trani Giacomo Ragno e Nicola Nicoletti, che è stato consulente dei commissari dell'ex Ilva dal 2015 al 2018. L'obbligo di dimora è stato invece disposto per l'ex procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo, che è in pensione da alcuni mesi.

La Procura della Repubblica di Potenza ha inoltre disposto il sequestro preventivo di 278 mila euro nei confronti dell'avvocato Ragno, pari all'importo delle parcelle professionali pagate dai commissari dell' Ilva per gli incarichi ricevuti dallo stesso avvocato «nel contesto del patto corruttivo» scoperto dagli investigatori, che hanno ascoltato circa 80 testimoni. La Guardia di Finanza e la Polizia, coordinate dalla Procura potentina, hanno inoltre acquisito «copiosa documentazione su indagini finanziarie e bancarie, ottenuta - è specificato in un comunicato firmato dal Procuratore di Potenza, Francesco Curcio - anche attraverso lo scambio di atti e informazioni con le Procure di Milano, Roma, Messina, Lecce e Perugia». 

«Una incessante attività di raccomandazione, persuasione, sollecitazione svolta, in favore di Capristo, su membri del Csm» veniva svolta da Piero Amara e Filippo Paradiso per un incarico direttivo a Carlo Maria Capristo che nel 2016 cessava la funzione di procuratore capo a Trani. Questa una delle accuse di corruzione in atti giudiziari contestata dalla Procura di Potenza agli indagati. Tale attività veniva svolta su membri del Csm, conosciuti «direttamente o indirettamente» e veniva svolta pure su «soggetti ritenuti in grado di influire su questi ultimi, in occasione della pubblicazione di posti direttivi vacanti d'interesse del Capristo (fra cui la Procura generale di Firenze, la Procura della Repubblica di Taranto ed altri ancora)».

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Per l'ex capo della Procura ionica Capristo è stato disposto l'obbligo di dimora a Bari. I fatti contestati risalirebbero al periodo nel quale Capristo era procuratore a Taranto e riguarderebbero anche l'ex Ilva. Nel maggio 2020 Capristo è stato arrestato (tornato libero ad agosto) nell'ambito di un'altra inchiesta per la quale è attualmente a processo per tentata concussione, falso in atto pubblico e truffa aggravata.

Ultimo aggiornamento: 9 Giugno, 10:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA