CORONAVIRUS

Fase 3, dai viaggi all'estero a discoteche e cinema: cosa si può fare ora

Martedì 16 Giugno 2020 di Lorenzo De Cicco

Grandi schermi che si riaccendono un po' per volta; sipari che si rialzano scacciando la polvere del lockdown; aerei che riprendono a far scalo in Francia o in Germania; e il mondo della notte che prova a rianimarsi in modo articolato e un po' caotico: discoteche pronte ad aprire in una regione, mentre magari in quella confinante i locali rimangono coi portoni sbarrati. L'Italia è entrata nella fase 3. Da ieri cinema e teatri hanno potuto riaprire i battenti. Ma difficilmente sarà una ripresa sprint: solo il 10% delle strutture tornerà a proiettare film nei prossimi giorni, il resto avverrà «gradualmente», spiegano gli addetti ai lavori. Anche per i teatri, riaperture a macchia di leopardo, ma si sta approntando la stagione estiva da Milano a Palermo a Napoli, qualcosa (poco) si muove anche a Roma, dove i palchi si ripopoleranno un po' per volta, principalmente per le prove degli attori. Il Teatro Valle invece riapre alle mostre dal 25 giugno. «È una giornata importante: possono riaprire i luoghi della cultura, i cinema e i teatri. Una ripartenza simbolica, dopo i musei», ha commentato il ministro Dario Franceschini. Da ieri hanno riaperto anche le frontiere in gran parte dei paesi europei, così come aveva chiesto la Commissione di Bruxelles. Si può tornare a viaggiare in Francia o in Germania; per la Spagna toccherà aspettare il 21.

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Frontiere, l'Europa apre i confini al check-in per chi vola.
In Europa si torna a viaggiare, ma prima di prenotare, occhio al paese di destinazione. Non tutti hanno riaperto le frontiere ieri, all'avvio della nuova fase. L'Italia si era mossa in anticipo: già dal 3 giugno, sì ai viaggi dai paesi comunitari. E nelle ultime 24 ore dalla Francia alla Germania, tanti Stati europei hanno dato il via libera agli spostamenti fra territori Ue e della zona Schengen. L' Austria invece riapre le frontiere oggi, ma rimangono restrizioni per le trasferte in Svezia, Spagna, Portogallo e Gran Bretagna e c'è un avviso di viaggio per la Lombardia. L'Olanda da ieri ha riaperto a 16 paesi europei fra cui l'Italia, mentre chi andrà in Gran Bretagna e Svezia poi dovrà «restare in isolamento in casa per 14 giorni». La Spagna per riaprire ai turisti aspetterà il 21, per ora è solo stato aperto un canale ai visitatori tedeschi nelle Baleari. In Croazia si può già entrare per turismo dal 29 maggio, basta mostrare una prenotazione. La Grecia ha riaperto gli aeroporti internazionali di Atene e Salonicco. In Slovenia, sono appena state rimosse le barriere ai valichi secondari di Trieste. La Svizzera, che fa parte dell'area Schengen, aveva riaperto il 16 maggio a Germania ed Austria. Da ieri lo fa con il resto dell'Unione europea, Italia compresa. Dopo il 30 giugno potrebbe partire il graduale allentamento delle restrizioni con i paesi extraeuropei.
A Roma si rivedono i turisti, intanto. Tedeschi, ma anche inglesi, francesi e belgi. All'aeroporto di Fiumicino, tra arrivi e partenze, circa 120 voli e 12 Paesi europei collegati.
Una ripartenza con qualche disagio, nei grandi scali. Diversi viaggiatori hanno scoperto di non poter portare in cabina il bagaglio a mano. Quelli di dimensioni medio-grandi finiscono in stiva, per limitare gli spostamenti a bordo, così dice l'ultimo decreto. Risultato: file più lente del solito all'imbarco, col rischio (involontario) di assembramenti. 

Discoteche, regole diverse per ogni Regione
Date di apertura differenziate da regione a regione. E anche modalità di fruizione dei locali diverse per ogni territorio regionale o quasi. Le discoteche riaprono, dopo il lockdown. Non tutte però. E, soprattutto, non allo stesso modo. L'Emilia Romagna anticipa la riapertura da venerdì 19 ma in questa fase l'attività da ballo può essere consentita esclusivamente negli spazi esterni (es. giardini, terrazze, etc.). In Toscana l'apertura è consentita da sabato 13 ma con un ripensamento della capienza dei locali, in modo da assicurare almeno un metro di distanza tra le persone, due sulla pista. Il ballo è permesso solo all'esterno. Ballo vietato ma intrattenimento musicale autorizzato, da sabato 13, anche in Campania. Anche la Liguria dovrà attendere fino a venerdì. Si potrà ballare solo all'aperto e a due metri di distanza. Stessa data per il Veneto. Da venerdì, i locali tornano ad aprire le porte pure in Basilicata ma «limitatamente alle attività musicali», il ballo sarà consentito «esclusivamente negli spazi all'aperto». E così via. Il Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri ha disposto il rinvio della riapertura delle discoteche al 14 luglio, lasciando però alle regioni la possibilità di stabilire una data diversa, pure anticipandola. Detto fatto. O quasi. Il problema c'è e si vede. 
La confusione è profonda, le difficoltà evidenti. Importanti pure le possibili ricadute economiche. «Questo sistema di aperture a macchia di leopardo - dice Roberto Cominardi della Silb - è ingiusto verso alcuni di noi, crea una concorrenza sleale. Inciderà, inoltre, sul turismo. Alcune regioni saranno più attrattive, anche per la diversa possibilità di intrattenimento». Difficoltà pratiche emergono pure nella definizione degli spazi nei locali. 
Tornando all'Emilia-Romagna a parziale modifica dei protocolli regionali precedenti relativi a esercizi di somministrazione alimenti e bevande, strutture ricettive ed altri esercizi aperti al pubblico, un'ordinanza firmata da Stefano Bonaccini non ammette le attività per le quali non è possibile garantire puntuale e accurata sanificazione dei materiali e/o distanza minima di 1 metro o per le quali sono previsti espressi divieti da parte di disposizioni nazionali/regionali: tra queste, a titolo esemplificativo: gioco delle carte, giochi da tavolo, biliardino (calciobalilla), giochi di ruolo. E' quanto prescrive un'ordinanza della regione presieduta da Stefano Bonaccini. Nelle discoteche vanno riorganizzati gli spazi, per garantire l'accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone, organizzare percorsi separati per l'entrata e per l'uscita, prevedere un numero di addetti alla sorveglianza del rispetto del distanziamento interpersonale adeguato rispetto alla capienza del locale, come sopra stabilita. A tal fine si promuove l'utilizzo di contapersone. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l'accesso in caso di temperatura >37,5 °C. 
In Puglia il governatore Michele Emiliano dà la possibilità di riprendere lo sport di contatto, come il calcetto, da venerdì 25, previa intesa con il Ministero della Salute e dell'Autorità di Governo delegata in materia di sport. Da lunedì 22 riprendono le attività ludico-ricreative ed educative-sperimentali per la prima infanzia (3-36 mesi); attività ludico-ricreative di educazione non formale e attività sperimentali di educazione all'aperto outdoor education per bambini e adolescenti di età 3-17 anni; campi estivi.  

Cinema e teatri, la protesta degli artisti 
«È una giornata importante: possono riaprire i luoghi della cultura, i cinema e i teatri. Una ripartenza simbolica, dopo che qualche settimana fa è stata la volta dei i musei». Così ieri il Ministro Dario Franceschini ha salutato il nuovo inizio dello spettacolo italiano, fermo per mesi durante l'emergenza sanitaria. Stagione estiva in via di ripartenza, da oggi fino ai primi di luglio, nei teatri di tutte le maggiori città italiane, a partire da Milano - al via con il Piccolo e il Franco Parenti , mentre la Scala si dice pronta a ripartire «prima del 7 dicembre in spazi aperti» passando per Napoli, Palermo, Pesaro e Ancona, con Roma fanalino di coda con la riapertura annunciata del solo teatro di Tor Bella Monaca. Più cauta la normalizzazione dei cinema, che a differenza dei teatri non possono contare immediatamente su spazi aperti: 4000 le sale che riapriranno «gradualmente», con il 10% delle strutture disponibili da oggi. «Dobbiamo battezzare i cinema noi per primi ha detto ieri il regista Max Bruno, nel pubblico di un cinema di Roma con un gruppo di colleghi per mandare via la paura della gente e chiedere misure più adeguate per ripartire in autunno normalmente». Ma per il presidente dell'Anica Francesco Rutelli le criticità maggiori del settore cinematografico si anniderebbero non tanto nel comparto distributivo, quanto in quello produttivo. Per tornare sui set, una volta fissati i protocolli e le misure di sicurezza per i lavoratori, ai produttori servono garanzie assicurative di copertura anti-Covid che al momento nessuno può fornire. «Non occorrono grandi risorse, ma solo l'accantonamento di fondi con finalità di garanzia spiega Rutelli -. Aspettiamo a breve una risposta dal Governo». Quanto alle sale, Rutelli si dice fiducioso sulla ripresa, potendo contare «sull'appetito cinematografico degli italiani» che aveva fatto registrare buoni risultati al box office all'inizio dell'anno. Il futuro di questa estate, «necessariamente di contrazione», potrebbe giocarsi, secondo il presidente dell'Anica, nelle arene all'aperto «che possono offrire un'alternativa stagionale alle normali sale. Tutto il comparto sta preparando 200 arene, sotto il titolo di Moviement Village».
 

Ultimo aggiornamento: 09:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA