Bloccati i fondi per gli orfani dei femminicidi: due milioni congelati

di Valentino Di Giacomo

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Abbandonati dallo Stato. C'è Giada che a cinque anni era sotto il lettone mentre il suo papà si accaniva sulla madre fino a toglierle per sempre il respiro, i nonni non sanno che lei tutto quell'orrore lo ha ascoltato in silenzio nel buio, nascondendosi. Colpo dopo colpo, urla su urla. A Giada i nonni ripetono che «mamma si è allontanata per curarsi» e lei ogni volta quasi ci spera lo stesso che davvero sia così. Luigi invece ha cambiato città, amici, scuola ed è stato affidato agli zii, anche lui non ha più i genitori perché il padre, in un raptus di odio e ferocia, ha ammazzato barbaramente la moglie. Sono nomi di fantasia, di bimbi che hanno perso genitori e innocenza, ma le storie purtroppo - sono tutte reali e fanno parte della cronaca dei giorni nostri.

Oltre duemila sono i bimbi orfani a causa di femminicidio negli ultimi venti anni: bimbi senza una madre a cui è stata tolta la vita e con un padre suicida oppure a scontare in carcere le conseguenze del gesto efferato. Bambini dimenticati dallo Stato, ma pure dalle cronache giornalistiche così attente nel raccontare minuziosamente ogni gesto degli uomini-belva o il vissuto delle donne uccise, per poi lasciarle all'oblio, proprio come quegli orfani che continuano a vivere tra mille difficoltà psicologiche, ma anche materiali e senza nessun genere di aiuto.
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Lunedì 25 Marzo 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 25-03-2019 13:23
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