Flavia Di Bonaventura, uccisa in bici a 22 anni, l'investitore: «Pensavo di aver colpito un segnale stradale»

Morte di Flavia, l'investitore: «Pensavo di aver colpito un cartello stradale»
Morte di Flavia, l'investitore: «Pensavo di aver colpito un cartello stradale»
di Teodora Poeta
Giovedì 1 Settembre 2022, 08:27 - Ultimo agg. 12:23
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«Non li ho visti i ragazzi in bicicletta. La strada era buia. Ho sentito un rumore metallico e ho pensavo di aver preso un segnale stradale. Quando mi sono fermato, ho sentito le urla e sono corso indietro». E’ stato un interrogatorio di garanzia durato meno di un’ora quello al quale, ieri mattina, in Tribunale a Teramo, si è sottoposto il 34enne di Atri Davide De Felicibus (difeso dall’avvocatessa Ida Nardi) sulla morte di Flavia Di Bonaventura.

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Davanti al gip Roberto Veneziano, che ha firmato la misura degli arresti domiciliari nei suoi confronti scattata sabato scorso per omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebrezza e senza assicurazione, il 34enne ha ricostruito quanto accaduto la notte del 22 agosto. Ha raccontato di non aver proprio visto la bicicletta sulla quale c’erano Flavia Di Bonaventura e l’amico 21enne Simone H. ancora ricoverato in ospedale. L’altra amica, la22enne C.D.G., in realtà, come lei stessa avrebbe subito riferito ai carabinieri quella sera stessa, sarebbe caduta perdendo l’equilibrio quando la Panda gli è passata accanto.

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Agli atti degli inquirenti ci sono due video, acquisiti all’indomani dell’incidente, ripresi dalle telecamere di sicurezza della zona in cui si vede con esattezza quanto accaduto. De Felicibus ha riferito al gip che quella notte si è fermato qualche centinaio di metri dopo appena ha potuto accostare. «Quando sono sceso dall’auto ho sentito urlare e sono subito corso indietro», ha riferito. In uno dei due video si vede anche questo. Chi chiedeva aiuto disperatamente era C.D.G. «Inizialmente pensavo di aver preso un segnale stradale – ha spiegato al gip -. Avevo sentito un rumore metallico dopo la botta». Quando è tornato sul posto, però, c’era già un altro automobilista che nel frattempo si era fermato e aveva chiamato il 118. Sempre dai video, inoltre, si vede anche un vigilantes che però non si accorge di niente, perché passa più avanti, vicino all’auto incidentata di Davide, accostata subito dopo la rotonda, e quindi prosegue e svolta per andare al lavoro. Quella sera i tre ragazzi di Roseto erano stati in uno stabilimento a Scerne di Pineto. Nelle sue storie su Instagram Flavia aveva postato proprio una foto con i suoi due amici che li ritraeva sorridenti insieme. Lei che amava osservare la vita con gli occhi dell’artista. La sua morte ha sconvolto un’intera comunità. Anche l’investitore ha chiesto scusa.

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Durante l’interrogatorio De Felicibus, la cui misura è stata motivata dal pericolo di reiterazione del reato e di un precedente per guida in stato di ebrezza risalente al 2010, ha mostrato un forte senso di dolore per l’accaduto. Fuori dal Tribunale, ad attenderlo, c’era sua madre che ha scelto di restare in silenzio in lacrime. Anni fa pure De Felicibus ha provato il forte dolore della perdita di una persona cara, suo padre, in seguito ad un incidente stradale. Quella sera al lavoro aveva bevuto qualche birra. Lui non ha un’auto di proprietà. Solitamente utilizzava quella della fidanzata, ma il 22 agosto ne ha presa un’altra di proprietà di un familiare. «Non sapevo che non avesse l’assicurazione», ha ribadito al gip. Alle 4.15 stavano tutti tornando a casa, ma Flavia non ce l’ha fatta. Grazie al consenso alla donazione degli organi espresso quando era andata in Comune a rifare la carta d’identità dopo che proprio due mesi fa aveva smarrito i documenti a Roma adesso altre persone potranno riavere una speranza di vita. Per adesso l’avvocatessa Ida Nardi non ha presentato alcuna istanza di sostituzione della misura in corso.