Esplode fabbrica di fuochi, muore il figlio del titolare

Domenica 2 Agosto 2020
Ancora una volta la magia dei fuochi d’artificio che allieta le feste patronali viene offuscata da una tragedia che, in questo caso, colpisce per la seconda volta in due anni la fabbrica più nota di San Severo e la stessa famiglia di produttori. È morto infatti dopo oltre un giorno di agonia uno dei due operai rimasti feriti il 31 luglio scorso in una esplosione nella fabbrica "Del Vicario", alla periferia del paese . La vittima è Luciano Del Vicario, di 43 anni, figlio del titolare della ditta.

Nel 2018 era morto suo fratello Cosimo, anche lui per un incendio scoppiato nella fabbrica di famiglia. Luciano è morto nel Centro grandi ustionati di Cesena dove era stato trasferito per le gravi ustioni riportate nell’esplosione. San Severo è considerata patria dei fuochi di artificio, per l’antica tradizione che anima le feste patronali della Daunia e per le numerose aziende del settore che sono attive nella zona. Le condizioni dell’altro operaio ferito nello scoppio non sono gravi. Sul posto, per spegnere l’incendio sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l’area, mentre i carabinieri indagano per accertare eventuali responsabilità.

A dare l’annuncio della morte di Del Vicario è stato il sindaco di San Severo, Francesco Miglio, sul proprio profilo facebook. Prima di questo episodio e di quello che due anni fa aveva colpito la stessa fabbrica, un’altra tragedia con analoghe modalità si era abbattuta sul paese. Nell’ottobre del 2017 un incendio devastò la fabbrica Pirodaunia, uccidendo un operaio di 50 anni, Angelo Longo. Le modalità sono sempre le stesse. Questa volta attorno alle 17.30 del 31 luglio si è sentita un’esplosione con un forte boato, e poi un incendio che ha provocato un denso fumo nero che si è alzato così in alto da essere visibile anche dal centro del paese.

Una tragedia che richiama alla mente quella ancora più devastante avvenuta sempre in Puglia nel 24 luglio del 2015 quando un’esplosione fece saltare in aria la fabbrica di fuochi d’artificio "Bruscella" a Modugno, in provincia di Bari, causando la morte di 10 persone che stavano lavorando nella fabbrica. In quella circostanza tra le ceneri della fabbrica ridotta ad un cumulo di macerie, sopravvisse solo uno dei titolari dell’azienda Antonio Bruscella. Morirono invece suo fratello Vincenzo, un nipote, il cognato e un cugino. Morì anche uno studente 20enne di Napoli che era lì quel giorno perchè stava lavorando ad un sistema elettronico di fuochi musicali, due collaboratori e tre operai stranieri.Ultimo aggiornamento: 3 Agosto, 09:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA