Gimbe: contagi in crescita da 5 settimane, in ritardo campagna per la terza dose

Giovedì 25 Novembre 2021
Gimbe: contagi in crescita da 5 settimane, in ritardo campagna per la terza dose

«Per la quinta settimana consecutiva aumentano a livello nazionale i nuovi casi settimanali» di Covid-19, che segnano un «+27%, con una media mobile a 7 giorni più che quadruplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 9.866 il 23 novembre».

Lo sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel monitoraggio indipendente relativo alla settimana dal 17 al 23 novembre. Sette giorni in cui i nuovi casi passano da 54.370 a 69.060, ma crescono anche del 15,8% i ricoverati con sintomi (+627, 4.597 vs 3.970), del 16,4% i pazienti in terapia intensiva (+79, 560 vs 481) e dell'8,7% i decessi (437 vs 402, di cui 25 riferiti a periodi precedenti), in media 62 al giorno rispetto ai 57 della settimana precedente. Le persone in isolamento domiciliare salgono del 25,6% (+30.408, 149.353 vs 118.945), i casi attualmente positivi del 25,2% (+31.114, 154.510 vs 123.396).

 

I richiami in ritardo

 

In Italia, inoltre, sono «in netto ritardo i richiami» di vaccino anti-Covid, le dosi booster che «entro fine anno riguardano 22,6 milioni di persone». Anche se appaiono «in lieve aumento le somministrazioni quotidiane, per coprire le persone chiamate alla terza dose entro il 31 dicembre il ritmo dovrebbe salire a oltre 600mila somministrazioni al giorno». Lo rilevasempre  il monitoraggio indipendente della Gimbe.

«L'aumento della circolazione virale è ben documentato dall'incremento sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 14,7%) - osserva Cartabellotta - sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 6,3%) e positivi/tamponi antigenici rapidi (da 0,07% a 0,27%)».

In tutte le regioni, tranne la Basilicata - è la 'mappa' settimanale disegnata da Gimbe - si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dal +1,3% della Toscana al +124,3% della Valle D'Aosta. In 92 province si registra un'incidenza pari o superiore a 50 casi per 100mila abitanti: in Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto tutte le province superano questa soglia. E in 18 province si contano oltre 150 casi per 100mila abitanti: Trieste (674), Gorizia (492), Bolzano (442), Forlì-Cesena (311), Padova (274), Rimini (249), Aosta (248), Ravenna (214), Treviso (213), Venezia (213), Vicenza (200), Pordenone (186), Udine (183), Fermo (172), Ascoli Piceno (166), Belluno (162), La Spezia (162) e Imperia (160).

Veneto

In Veneto sono 2.066 i nuovi contagi da SarsCov2 registrati nelle ultime 24 ore, dato che che porta il totale a 507.300. Vi sono anche 8 vittime, con il totale a 11.930. I dati emergono dal bollettino regionale diffuso stamane. Gli attuali positivi sono 25.028, 1.203 in più rispetto a ieri. Sul fronte clinico, i numeri crescono con 449 ricoveri in area non critica (+18) e 85 (+7) in terapia intensiva.

«Quando incidenza supera i 150 casi per 100mila abitanti - evidenzia Cartabellotta - gli amministratori locali devono verificare tempestivamente l'esistenza di focolai e decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione del contagio, come già fatto dalla Provincia autonoma di Bolzano».

I ricoveri

«Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe - si registra un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente», appunto, «+15,8% in area medica e +16,4% in terapia intensiva». In termini assoluti, il numero di pazienti Covid in area medica è passato da 2.371 del 16 ottobre a 4.597 del 23 novembre (+93,9%) e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 560 del 23 novembre (+65,7%).

A livello nazionale, al 23 novembre, il tasso di occupazione è dell'8% in area medica e del 6% in area critica, ma con notevoli differenze regionali: per l'area medica superano la soglia del 15% provincia autonoma di Bolzano (16%) e Friuli Venezia Giulia (18%) che con il 14% supera anche quella del 10% per l'area critica. «Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva continuano ad aumentare - precisa Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe - La media mobile a 7 giorni è passata da 38 ingressi/die della settimana precedente a 48».

 

Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 09:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA