Falso ginecologo ha spinto 400 donne a farsi visitare on line. Le convinceva con la paura: «Lei ha infezioni gravissime»

Venerdì 17 Dicembre 2021
Falso ginecologo terrorizzava le donne on line con finte diagnosi gravi: 400 vittime

Per quanto difficile da immaginare, un imbroglione per ha convinto 400 donne a farsi visitare on line spacciandosi come ginecologo. Le vittime, molte delle quali di Roma e del Lazio, venivano spinte a sottoporsi alla "call" perché «affette da infezioni vaginali di cui il medico aveva appreso in seguito ad analisi alle quali le donne si erano sottposte». Il falso ginecologo faceva leva sulla preoccupazione delle donne per le patologie che così si mettevano davanti alla telecamera del computer per farsi visitare. Una preoccupazione evidentemente più forte dell'effettiva irrealtà della richiesta avanzata per di più da uno sconosciuto. E ora le immagini di queste visite sono al vaglio dei magistrati con la speranza che l'imbroglione non ne abbia fatto altri usi.

È stata la Polizia di Stato ad eseguire, su delega della Procura della Repubblica di Taranto, una perquisizione domiciliare nei confronti di un quarantenne per il reato di violenza sessuale, sequestrando diversi smartphone, supporti di memoria e schede telefoniche. Lo stesso è gravemente sospettato di essere l’autore delle condotte che dal settembre 2021 hanno portato numerose donne a sporgere denuncia presso gli Uffici della Polizia Postale a seguito della ricezione di telefonate da un individuo che si presentava come ginecologo.

Il finto “medico”, utilizzando uno stratagemma per nascondere il proprio numero di telefono, che appariva quindi anonimo, faceva capire alle interlocutrici di essere a conoscenza di esami clinici effettuati dalle stesse presso strutture sanitarie presenti su tutto il territorio nazionale.

Nel corso della telefonata, il finto medico, rappresentando alle vittime la possibile presenza di infezioni vaginali gravi, le induceva ad effettuare una visita ginecologica online.

L’attività di indagine, condotta dagli investigatori del Servizio Polizia Postale e dalla Postale di Bari e Taranto, ha consentito di risalire all’uomo attraverso l’analisi dei dati telefonici e telematici, da accertamenti effettuati su file audio delle telefonate registrati dalle vittime e, soprattutto, dalla collaborazione di quest’ultime.

La vicenda parrebbe aver interessato oltre 400 donne in tutta Italia i cui dati, dai primi riscontri, sembrerebbero stati ottenuti dalla consultazione di portali di annunci di compravendite on line.

 

Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre, 08:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA