Difendono l'amico omosessuale
aggrediti e picchiati dal branco

Venerdì 7 Agosto 2020 di Co.Vi.
Massacrati di botte perché avevano appena difeso un amico omosessuale dall’aggressione verbale e fisica da parte di alcuni ragazzi fuori da una discoteca di San Benedetto del Tronto, dove si erano recati per passare tutti insieme una serata spensierata. Si tratta di sette ragazzi ternani costretti a ricorrere alle cure del medici del pronto soccorso locale dopo il raid punitivo di una banda di giovani del posto. Che li hanno addirittura seguiti fino alle loro abitazioni dove il gruppo di amici si era rifugiato. Sfondando una vetrata e mettendosi in fuga solo dopo l’arrivo dei carabinieri.
Tutto ha avuto inizio poco dopo le tre del mattino di giovedì, quando la musica nel locale si stava spegnendo. Uno dei ternani è stato avvicinato ed infastidito da alcuni ragazzi del posto, che lo hanno insultato e spintonato perché accusato di essere gay. Alla scena hanno assistito anche due suoi amici che sono intervenuti per difenderlo, ma la situazione è invece peggiorata tanto che in pochi secondi sono arrivati a dare manforte al gruppetto di aggressori almeno altri sei giovani. Botte e spintoni. Fino alla fuga dei ternani, tutti tra i 19 ed i 24 anni, verso le loro abitazioni, nella zona di via del Labirinto, Ma proprio davanti ad una dei queste c’è stato un altro raid, con almeno dieci ragazzi armati di cinture e bottiglie rotte che hanno tentato di entrare all’interno mandando di una delle abitazioni mandando in frantumi una porta finestra. Poi, l’arrivo dei carabinieri, con i giovani ternani più malconci che si sono diretti al Pronto soccorso per le cure del caso. Poi, il racconto in caserma di come si sono svolti i fatti. Nessuna rissa ma una vera e propria violenta aggressione.
Il 17 luglio scorso la discoteca in riva al mare era stata chiusa per una rissa scoppiata tra due gruppi di minorenni con un ragazzo di 19 ani abruzzese ferito gravemente ad un braccio con un cavatappi da uno dei contendenti. Le indagini dei carabinieri all’eppca hanno portato alla denuncia di sei giovani Mentre, il Prefetto e il Questore di Ascoli Piceno hanno concesso una riduzione del periodo di chiusura di 15 giorni nei confronti della sala da ballo, a cui era stata sospesa la licenza di esercizio proprio per la serie di liti tra giovani in preda all’alcol, partite all’interno del locale e poi degenerate all’esterno.
Il periodo di chiusura del locale è stato ridotto da 15 a 8 giorni, a condizione che nei 7 giorni ‘condonati’ il gestore avvii una campagna di informazione e sensibilizzazione sul consumo responsabile di alcolici, Ora, un nuovo grave episodio.
Ultimo aggiornamento: 12:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA