Covid, pescatore positivo: allarme al porto, equipaggio in isolamento

Venerdì 18 Settembre 2020 di Francesco Marcozzi
Covid, pescatore positivo: allarme al porto, equipaggio in isolamento

Un marittimo positivo al Covid-19 ed è allarme al porto di Giulianova. Ma si può dire che il caso sia venuto alla luce precocemente ed altrettanto risolto grazie all’ausilio della Guardia costiera. Al centro della storia un pescatore imbarcato su un peschereccio con equipaggio pugliese, per la precisione di Bisceglie. L’uomo aveva avvertito i sintomi del Covid-19 quando era a Giulianova ed aveva subito avvertito il medico di bordo (ogni equipaggio ha un medico di fiducia), il quale, accertati i sintomi della positività del suo assistito, aveva avvertito subito la Guardia costiera che, a sua volta, aveva allertato sia la Asl che la Usmaf, l’Ufficio sanitario marittimo che avevano confermato il contagio.

A questo punto, dopo che l’uomo era stato sottoposto a tampone per la conferma, stessa sorte è toccata all’equipaggio: tutti sono ripartiti con mezzi proprio alla volta di Bisceglie dove si trovano attualmente in quarantena. In pratica è stato rispettato alla lettera il protocollo che si applica in questi casi. La barca, adibita alla pesca del pesce azzurro, è ferma nel porto giuliese. Naturalmente è stata circoscritta in questo modo la fase iniziale del contagio, quella più pericolosa, ma in molti si chiedono adesso che la notizia è stata confermata, se il contagiato abbia incontrato persone o abbia frequentato locali della zona. Di certo, appena avuta conferma del contagio, come detto, si è agito con molta tempestività per cui il marittimo è restato pochissimo a Giulianova, tenuto anche conto che la sua è stata un’autodenuncia. Va sottolineato che questo è il primo caso di contagio che viene denunciato nell’ambito della marineria locale e non riguarda un pescatore giuliese o delle zona limitrofe. Per quanto attiene agli altri casi che erano stati denunciati dal sindaco lo scorso fine settimana, va detto che uno dei quattro era uno straniero che era tornato dall’estero assieme all’altro collega risultato contagiato per primo e gli altre tre casi risultato tutti e tre risolti in poco tempo e le persone, comunque, ormai senza sintomi, sono rimaste a casa in quarantena e non hanno avuto più contratti con l’esterno per cui la situazione, dopo il preoccupante allarme scaturito dal più alto numero di contagi in città dall’inizio della pandemia, può essere considerata ricondotta nell’ambito della precauzione.

Ultimo aggiornamento: 11:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA