Green pass, controlli fino a 48 ore prima: escluso lo smartworking

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Andrea Bassi e Francesco Bisozzi
Green pass, controlli fino a 48 ore prima. Escluso lo smartworking

L’ultimo tassello è andato al suo posto. Il decreto del presidente del Consiglio per disciplinare il controllo dei Green pass dei lavoratori in vista dell’obbligo che scatterà dopodomani è stato firmato da Mario Draghi. E i controlli potranno essere effettuati fino a 48 ore prima in caso di esigenze organizzative. Ma, ha stabilito il garante della Privacy, non si potranno fare controlli del certificato a chi è in smart working. Il provvedimento è stato scritto d’intesa tra Palazzo Chigi, il ministro della transizione digitale, Vittorio Colao, quello della Salute, Roberto Speranza e quello dell’economia, Daniele Franco. 

Il ministero della salute metterà a disposizione dei datori di lavoro privati, ma anche di quelli pubblici, delle nuove funzionalità, sviluppate insieme alla Sogei, che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni verdi in corso di validità del personale effettivamente in servizio, di cui è previsto l’accesso ai luoghi di lavoro. In attesa che la piattaforma venga rilasciata e, soprattutto, che vengano caricati i Green pass di tutti i lavoratori, sarà possibile accedere nelle fabbriche e negli uffici pubblici e privati, anche mostrando il certificato vaccinale o l’esito del tampone. Su questo il testo è chiaro. Nelle more del rilascio dell’aggiornamento della piattaforma, spiega il decreto, «i soggetti interessati possono comunque avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che attestano o refertano» una delle condizioni per il rilascio della certificazione verde. 

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Il software che sarà rilasciato dalla Sogei sarà «open source». Avrà cioè, una licenza libera. Questo permetterà sia alle aziende che alle amministrazioni pubbliche di poterlo integrare nei loro sistemi, per esempio nei tornelli all’ingresso dove si verificano i badge. I datori di lavoro, poi, non potranno conservare le informazioni raccolte con il Green pass. «È fatto esplicito divieto», spiega il decreto, «di conservare il codice a barre bidimensionale (qr code) delle certificazioni verdi Covid-19 sottoposte a verifica». Per i lavori organizzati in turni, o per altre esigenze di servizio, ai dipendenti potrebbe essere chiesto di comunicare il possesso del Green pass con al massimo 48 ore di anticipo. 

 

Il decreto ha avuto anche il via libera del garante della Privacy. Che ha posto alcuni paletti. A cominciare da una lettura mirata dei Qr del green pass per la minimizzazione dei dati raccolti. E c’è il divieto di richiedere il documento sanitario a chi è in smart working. I controlli giornalieri, dunque, abbracceranno solo il personale in servizio nelle sedi di lavoro. Più nel dettaglio, il Garante ha specificato che «l’attività di verifica non dovrà comportare la raccolta di dati dell’interessato in qualunque forma a eccezione di quelli strettamente necessari, in ambito lavorativo, all’applicazione delle misure derivanti dal mancato possesso della certificazione verde». Tradotto, il datore di lavoro non dovrà venire a conoscenza della matrice all’origine dei green pass scansionati, ovvero non saprà se sono di lunga durata (perché rilasciati dopo la somministrazione del vaccino) o a scadenza ravvicinata (in quanto frutto di tamponi). Di più. Il sistema utilizzato per la verifica del green pass non dovrà conservare il Qr code delle certificazioni verdi, né estrarre, consultare, registrare o comunque trattare per altre finalità le informazioni rilevate in fase di controllo. Per quanto riguarda invece i lavoratori esenti da controlli: il Garante ha chiarito che «potranno essere sottoposti al controllo solo i lavoratori effettivamente in servizio per i quali è previsto l’accesso al luogo di lavoro, escludendo i dipendenti assenti per ferie, malattie, permessi o che svolgono la prestazione lavorativa in modalità agile».

Ultimo aggiornamento: 13:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA