MARIO DRAGHI

Green Pass obbligatorio anche per i privati, via libera di Draghi: «Fare quello che si deve»

Mercoledì 15 Settembre 2021 di Marco Conti
Green Pass obbligatorio anche per i privati, via libera di Draghi: «Fare quello che si deve»

«Per sconfiggere la pandemia, la campagna di vaccinazione deve procedere spedita ovunque. Solo così potremo salvare vite, frenare il contagio, evitare l’emergere di pericolose varianti». E poi aggiunge, citando una frase di Beniamino Andreatta, «le cose vanno fatte perché si devono fare, non per avere un risultato immediato». Con queste coordinate, una sorta di nuovo “whatever it takes” post-pandemico, il decreto che estende l’obbligo del Green pass si annuncia extra large. Mario Draghi tira dritto e sembra curarsi poco delle rumorose proteste dei pochi “No-vax” anche perché i «no» che Matteo Salvini pronuncia in piazza si trasformano in «sì» in Parlamento. 

Il timore di tornare a chiudere, di essere sottoposti a nuove restrizioni è più forte dell’obbligo di dover esibire quel patentino verde che l’ottanta per cento di italiani di fatto ha già in tasca, lo hanno anche plastificato o inserito in apposito “porta Green pass”. Senza contare che l’obbligatorietà già in vigore per gli insegnanti ha permesso di riaprire le scuole in presenza e tutto sembra filare liscio. Con il prossimo decreto il modello-scuola verrà quindi applicato a tutti i dipendenti del pubblico e delle partecipate. Stesso obbligo e stesse sanzioni previste per insegnanti (multa da 400 a 1000 euro e sospensione dallo stipendio dopo 4 giorni), con la concessione di un mesetto di tempo per iniziare a mettersi in regola. Almeno con la prima dose. Poichè occorre anche dare il buon esempio, l’esibizione del lasciapassare verde sarà richiesta anche in tutti i palazzi dove lavorano gli organi costituzionali e anche i magistrati dovranno averlo quando sono in tribunale, così come i dipendenti delle Poste e le Forze dell’Ordine. Ovviamente anche Camera e Senato - in forza della autonomia di cui godono - vengono caldamente invitate a provvedere in tal senso almeno per i loro dipendenti, se non per tutti coloro che frequentano i due Palazzi. 

Ma se l’obiettivo è quello di ampliare il più possibile l’obbligatorietà del certificato verde, è difficile risparmiare chi lavora nel privato. Il decreto dovrebbe infatti riguardare coloro che vengono impiegati in attività dove già si richiede il Green pass per entrare. Quindi chi lavora in ristoranti, cinema, bar, teatri, palestre, e in tutti i luoghi dove per entrare è previsto il lasciapassare, dovrà averlo ed esibirlo in caso di controllo. Ma Draghi punta ad una più larga estensione in tutto il settore privato che lavora in presenza. 

D’altra parte spesso non è facile distinguere tra pubblico e privato ed evitare che si producano discriminazioni. Inoltre mettere tutto in uno stesso decreto - senza dover metterci di nuovo mano - ha il vantaggio di dare da subito una nuova accelerata alla campagna vaccinale e rendere più stabile quel ritorno alla normalità che lo scorso anno saltò subito dopo l’estate. Inoltre, proprio in previsione dell’estensione del Green pass, è possibile che venga annunciato insieme al decreto il ritorno al 100% della capienza in tutti i luoghi - cinema compresi - dove sinora è stato limitato l’accesso. Al testo del decreto continua a lavorare l’ufficio legislativo di Palazzo Chigi sotto la supervisione del sottosegretario Roberto Garofoli. 

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È probabile che la definizione dei confini del provvedimento venga decisa domani a seguito delle riunioni della cabina di regia e della conferenza Stato-regioni. Due appuntamenti che precederanno il Consiglio dei ministri e che rendono difficile una salita a Palazzo Chigi del segretario della Lega. A dar mano forte alla linea del governo anche la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che, respingendo un ricorso dei pompieri francesi, ha decretato che «il pass non viola i diritti della persone».

Qualche resistenza continua però ad esserci dal fronte Lega anche se Matteo Salvini sembra rassegnato quando dice «saremo gli unici in Europa», ad avere un Green pass così esteso. L’europeismo del segretario della Lega non sposta però la convinzione dei presidenti di regione della Lega, estremamente favorevoli al “patentino”. Zaia e Fedriga si muovono di concerto e tengono fede all’intesa raggiunta nel partito qualche giorno fa. Salvini ha però il problema di dover tenere a freno una pattuglia di senatori - gli stessi che hanno organizzato il convegno “No-vax” a Palazzo Madama - che oggi devono votare, senza l’obbligo della fiducia, il primo decreto Green pass. 

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