Green pass con il tampone, quanto costa e come funziona: le regole. La corsa di 3,5 milioni di italiani

Da venerdì 15 entrerà in vigore l'obbligo di certificazione verde per i lavoratori. Il nodo dei test, regole e prezzi

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Francesco Malfetano
Green pass, la corsa al tampone di 3,5 milioni di italiani: quanto costano e come funziona

Ancora poche ore e, da venerdì 15 ottobre, entrerà in vigore il Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori italiani. Vale a dire che circa 23 milioni di persone che prima di entrare in ufficio piuttosto che svolgere il proprio lavoro all'interno di un'azienda dovranno esibire il Qr code che attesta l'avvenuta vaccinazione anti-Covid oppure la guarigione dalla malattia. Tra questi lavoratori però, c'è anche una porzione significativa che ha scelto di non immunizzarsi. Secondo le stime sono circa 3-3,5 milioni che quindi avranno bisogno di recarsi in farmacia o in un laboratorio di analisi per sottoporsi - con esito negativo - ai test antigenici ed ottenere la certificazione verde. Non a caso per venerdì mattina, specie nella fascia oraria tra le 8 e le 9 (in tempo utile per ottenere l'eventuale responso negativo ed andare al lavoro), diverse farmacie della Capitale si dichiarano già in overbooking. Cioè non hanno più posti disponibili. Altre invece offrono già pacchetti promozionali come carnet o offerte 3x2 (o più spesso 16x20), accettando appuntamenti ricorrenti fino alla fine dell'anno. 

 

 

Tamponi, il costo

Il tutto nonostante lo strumento abbia in sé meno vantaggi del vaccino, in primis perché non offre alcuna tutela contro l'infezione né le forme gravi di malattia ed è solo una fotografia dello stato attuale (tant'è che ha una validità di 48 ore) e in secondo luogo perché ha un costo. Calmierato, è vero, ma comunque significativo: 15 euro per i maggiorenni e 8 per i minorenni. Soprattutto perché la spesa - trattandosi di una misura nata per spingere la gente verso la vaccinazione - ricade per decreto direttamente sul lavoratore. Cioè, data la validità di sole 48 ore del test, per una settimana bisognerebbe effettuarne almeno 3, con un costo di 45 euro. Centottanta euro al mese che ora alcuni politici vorrebbero far sostenere alle aziende. Una proposta però bocciata a più riprese dal governo, scatenando le proteste di molti lavoratori. Almeno fino a lunedì, quando una circolare del ministero dell'Interno, ha invitato le imprese portuali a valutare l'impatto economico di un possibile stop causato dallo sciopero dei dipendenti e quindi a farsi carico dell'eventuale costo dei tamponi. La misura è mirata principalmente alla situazione del porto di Trieste - scalo nevralgico per la logistica italiana - dove i non vaccinati sono il 40% dei lavoratori e i sindacati hanno finora rifiutato qualunque tentativo di mediazione annunciando, appunto, il blocco dello scalo. Una situazione a cui si sta lavorando ma che in ogni caso ha aperto una breccia sull'opportunità di rendere gratuiti per i lavoratori i test antigenici.

 

 

 

 

Le regole

Al momento è poco più di una suggestione e chi non è vaccinato o guarito dal Covid, per accedere al proprio posto di lavoro venerdì mattina dovrà sottoporsi ad un tampone a pagamento. E dovrà rifarlo lunedì, poi mercoledì e così via pena la sospensione dello stipendio. Ai lavoratori che non saranno in grado di mostrare il Green pass infatti, sarà chiesto di tornare a casa e verranno considerati «assenti ingiustificati», con tanto di sospensione dello stipendio. Esattamente lo stesso scenario che si proporrebbe qualora, data la possibilità anche di effettuare controlli a campione da parte delle aziende, un lavoratore dovesse essere sorpreso senza Green pass sul posto di lavoro dal proprio datore. Se invece, a controllare dovessero essere le forze dell'ordine o altre autorità autorizzate (dai Nas alla polizia municipale, dalle Asl all'ispettorato del lavoro), un lavoratore trovato senza Qr Code  rischia di incappare in una sanzione da 600 a 1.500 euro.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA