Guasto elettrico, la moglie muore nell'incidente, l'ex primario: «Farò causa alla Rover»

Giovedì 13 Febbraio 2020
Guasto elettrico, la moglie muore nell'incidente, l'ex primario: «Farò causa alla Rover»
«È passato così tanto tempo, ma il dolore non passa, anzi è sempre più grande. E adesso io voglio solo giustizia per mia moglie. Sono pronto a “mangiarmi” i risparmi di una vita per darle giustizia. E’ giusto che la verità venga fuori». Non sono passati molti giorni da quando i carabinieri hanno suonato alla porta di Paolo Manente, ex primario di Oncologia all’ospedale di Castelfranco, per notificargli il decreto di archiviazione del fascicolo in cui si ipotizzava a suo carico il reato di omicidio colposo in relazione alla morte della moglie Adriana Bertolo.

Il destino della donna, infatti, è stato deciso da un guasto dell’impianto elettrico e non da una leggerezza del conducente. La 72enne era deceduta in seguito ad un tremendo incidente avvenuto il 16 settembre del 2018 a Col San Martino, frazione di Farra di Soligo: Manente aveva fermato la sua macchina, una Range Rover Discovery, lungo un tratto discesa con una pendenza di circa il 15% all’altezza di Via Canal Novo. L’uomo era sceso per chiedere informazioni a un passante ma qualche minuto dopo la vettura ha improvvisamente ripreso la sua marcia lanciandosi a velocità sempre più vertiginosa lungo la strada che passa attraverso i vigneti e che termina quasi due chilometri più a valle su una rotatoria, dopo la quale c’è un muretto in cemento. Secondo la ricostruzione che emerge dalle indagini durante quegli interminabili minuti Adriana Bertolo sarebbe riuscita, pur rimanendo seduta dalla parte del passeggero, a tenere la macchina carreggiata ma non ce l’ha fatta a frenare la corsa prima dell’impatto fatale.

Perché il freno a mano dell’automobile, azionato quando Manente è sceso per chiedere indicazioni, non ha funzionato? Una delle piste investigative che erano state seguite in avvio di indagine era quella secondo cui l’ex primario non lo avesse innestato. Ma la Range Rover Discovery ha un freno di stallo che si aziona automaticamente allo spegnimento del motore, non importa che il mezzo che si trovi in discesa, in piano o in salita. Solo una manovra consapevole del conducente può disinserire l’automatismo attraverso un tasto nella plancia di comando e passare al comando manuale. La super perizia disposta dalla Procura dice che Manente il passaggio da automatico a manuale non lo ha mai effettuato. E che la macchina è invece scivolata giù per i due chilometri di strada prima dello schianto a causa di un malfunzionamento dell’impianto elettrico. A uccidere Adriana Bertolo sarebbe stato insomma un guasto. «Adesso -dice Manente- sono preparato a dar fondo a tutti i miei risparmi per dare giustizia alla mia Adriana. E anche a me, che sono stato sbattuto sulle pagine di cronaca come quello che si era dimenticato di far scattare il freno a mano. Ma anche un bambino appassionato di macchine sa che sulla Discovery è tutto automatico. Voglio giustizia, non mi resta altro». 

«Quel pomeriggio -racconta l’uomo- non eravamo andati in collina per vedere una casa da comperare come è stato erroneamente riportato ma per andare a trovare un amico malato. Ad un certo punto mi sono fermato per chiedere qualcosa a un passante. Sono passati almeno un paio di minuti da quando sono sceso dalla macchina al momento in cui l’ho vista andare giù dritta per la discesa. E’ stato insinuato che io mi fossi dimenticato di azionare il freno; attribuirmi una sbadataggine così grossolanamente sciocca è stato offensivo nei confronti del dramma che ho vissuto e ha aggiunto dolore al dolore». «Gli amici e i conoscenti mi chiedono come va - torna dire Manente - e io a tutti spiego che il dolore è più forte adesso di quanto lo sia stato subito dopo quell’assurdo incidente. Ogni giorno alla mattina mi sveglio e cerco di trovare da qualche parte una buona ragione per arrivare alla sera. E quando vado a dormire la mia unica consolazione è che c’è un giorno in meno davanti a me, un giorno in meno per soffrire». Al legale che lo ha assistito quando ha saputo di essere indagato ora Paolo Manente ha dato il mandato di “esplorare” la possibilità di fare causa alla casa produttrice della sua macchina. «Alla fine - racconta commosso - la perizia del pubblico ministero non ha fatto altro che confermare le conclusioni a cui era giunta quella di parte. É successo qualche cosa all’impianto elettrico, un malfunzionamento che ha fatto scattare il freno e ripartire la macchina. Dare giustizia ad Adriana sarà un po’ rendere giustizia anche al mio nome: io non sono il marito che si è dimenticato il freno a mano e ha fatto morire la moglie. Quel freno a mano non si poteva dimenticare, era tutto automatico».  Ultimo aggiornamento: 10:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA