CORONAVIRUS

Covid19, sette italiani su dieci mai usciti di casa durante la pandemia

Lunedì 25 Maggio 2020
ROMA Gli italiani di fronte a un nemico che si chiama Coronavirus hanno fatto quadrato, sia in famiglia, dove ha prevalso un clima «sereno», sia rispetto alle istituzioni, reputando «utili» e «chiare» le istruzioni ricevute dal Governo. In pieno lockdown oltre il 70% dei cittadini non è uscito di casa, quasi il 90% ha indossato la mascherina, lavandosi le mani in media dodici volte al giorno e strofinandole con un gel disinfettante cinque volte. A raccontarci come è cambiata la vita quotidiana nel corso della Fase 1 è l'Istat. Di fronte all'epidemia è scattato un meccanismo di difesa contraddistinto dall'unità e dal rispetto delle regole. «Alta fiducia» verso medici e Protezione civile, rispettivamente voto 9 e 8,7. Tutto ciò, però, non ha annebbiato la lucidità delle persone: ottimismo sì ma cauto. La soluzione si trova ma serve tempo, il pensiero comune. L'Istituto di statistica ha sondato percezioni e comportamenti nel corso delle settimane centrali di aprile, quando i vincoli erano ancora pervasivi e la curva dei contagi seguiva cifre più alte. Uno spaccato ben diverso dalla situazione attuale, con palestre e piscine che riaprono seppure sotto precise condizioni. È interessante notare come anche le divisioni tra Nord e Sud in fatto di atteggiamenti siano state piuttosto ridotte. Le condotte assunte dalla popolazione, in Lombardia come in Sicilia, parlano di un'unica grande «zona protetta», come fu dichiara l'Italia dal premier Giuseppe Conte il 9 marzo. Nonostante la minaccia del Covid e le restrizioni durante il lockdown in famiglia, e per lo più si è stati proprio in famiglia, si è respirata un'aria «tranquilla». Ha predominato uno spirito «coeso». Per descrivere l'atmosfera domestica tre cittadini su quattro hanno usato parole dal significato positivo, fa sapere l'Istat. Al termine «teso» hanno fatto ricorso solo lo 0,7% degli intervistati. Risultati che possono sembrare a prima vista paradossali ma basta pensare alle rassicurazioni che madri e padri hanno dovuto dare ai figli costretti a seguire le lezioni online, a non vedere i compagni. Inoltre, avere i piccoli sempre in casa potrebbe aver indotto i genitori a mettere da parte le preoccupazioni per la salute e il lavoro. L'ansia si ritrova però nel lavaggio delle mani, in media 11,6 volte al giorno che per una buona fetta, un sesto della popolazione maggiorenne, diventano 20. Anche il mobilio è stato oggetto di particolare attenzione, con pulizie doppie nell'arco delle 24 ore. Quanto la mascherina sia ormai un pezzo fondamentale dell'abbigliamento lo dimostra il fatto che l'89,1% l'abbia calcata sul viso. E nella gran parte dei casi chi non l'ha fatto ha riferito di non averne avuto la necessità, essendo rimasto blindato nella propria dimora. Dei 5,5 milioni di italiani rimasti senza mascherina, sia questa una chirurgica o una Ffp3, c'è tuttavia una quota, pari a circa 1,7 milioni, che pur cercandola non l'ha trovata. Cosa che sarebbe, secondo l'Istat, avvenuta più frequentemente nel Mezzogiorno. Segno di una maggiore disponibilità nelle zone più toccate. Chi ne possiede almeno una l'ha acquistata in farmacia o l'ha ricevuta da parenti, ma c'è anche un 12% risultato del 'fai da tè. La norma più fedelmente osservata è il metro di distanza, oltre il 90% dice di averlo rispettato, perfino al supermercato. Uscite ridotte all'osso, soprattutto al Sud, dove l'occupazione è più bassa. Anche se tra le motivazioni la prima non è il lavoro ma la spesa. La terza ragione per trovarsi in strada è stata invece la passeggiata con il cane, che precede le compere in farmacia e l'acquisto del giornale in edicola. Ultimo aggiornamento: 19:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA