Il bluff della cannabis legale:
un po’ di gas e diventa droga

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di Francesco Lo Dico

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Bastano meno di cento euro e una connessione internet per trasformare la cannabis light in una vera fabbrica di «bombe» per procurarsi lo sballo.
 

Tutto ciò che serve è un pizzico di prodotto legalmente in vendita «per uso tecnico, ornamentale, o come deodorante» in 700 negozi specializzati e tabaccherie per un giro di affari di 40 milioni di euro, una bomboletta di gas butano di quelle che si usano per ricaricare gli accendini (costo medio un euro) e un estrattore, ossia una sorta di tubetto che si usa per scaldare la “roba” che costa sugli 80 euro (ma c’è anche chi ne realizza varianti artigianali a costo zero) e ricavarne così una resina dai valori droganti altamente soddisfacenti, che di leggero non hanno proprio niente.

È ormai da alcuni anni che sul web pullulano tutorial e guide pratiche per potenziare la cannabis light e renderla efficace quanto un “cannone” realizzato con la stessa materia prima che circola illegalmente. Ma a testimoniare l’efficacia del metodo, è arrivato da pochi giorni anche il bollino della scienza.
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Sabato 13 Ottobre 2018, 08:49 - Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre, 13:46
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