Impronte digitali a scuola,
scatta la rivolta dei presidi

di Maria Giovanna Capone

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Il mondo della scuola è in subbuglio e solo una bocciatura al Senato del decreto concretezza potrà far ritornare il sereno. Il testo approvato nei giorni scorsi alla Camera, obbliga i dirigenti scolastici al rispetto dell'orario di lavoro che va certificato attraverso il controllo biometrico delle impronte digitali. Le organizzazioni sindacali per voce di Antonio Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi, definisce il decreto «incostituzionale» e promette battaglia nel caso sia approvato. La lettera aperta scritta ai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio è l'occasione per chiarire l'indignazione per la «grave sfiducia, se non aperta ostilità, nei confronti della dirigenza pubblica», e chiedere affinché intervengano per fare emendare il testo del ddl. Il rischio, nel caso il decreto passi, è mandare in tilt tutto il sistema scolastico, poiché i compiti dei dirigenti muterebbero essendo quantificati in ore di lavoro e non più su obiettivi da realizzare e progetti da costruire. Durissimi invece i dirigenti dell'associazione Udir, che chiedono le dimissioni del ministro Bussetti e del suo sottosegretario «se condividono la legge in discussione al Senato» sottolineando che «hanno dimenticato cosa vuol dire amministrare scuole con dieci plessi e ottemperare a tutte le funzioni demandate».

I CONTROLLI
Nel decreto concretezza è prevista l'acquisizione delle impronte digitali o la verifica dell'iride, al posto del cartellino, per accertare gli ingressi a lavoro nell'ambito della pubblica amministrazione. Alcune categorie sono state escluse, come forze dell'ordine, magistrati, prefetti, e per il settore scolastico sono stati esentati i docenti, già sottoposti al registro elettronico. Sussiste invece l'esigenza di vigilare sugli orari di lavoro dei dirigenti scolastici. La norma prevede, quindi, che i presidi entrino ed escano dalle scuole usando un pass azionato dalle impronte digitali, per completare le ore contrattualmente previste. C'è però un difetto alla base della proposta, secondo i presidi: i dirigenti scolastici vanno oltre i normali orari di lavoro per sbrigare tutti i compiti loro assegnati e se si limitassero agli orari d'ufficio, il rischio sarebbe di non riuscire a fare tutto, aumentando quindi i problemi delle scuole e la confusione, come spiega l'Associazione nazionale presidi. D'altra parte, il decreto concretezza oltre a un problema di efficienza, contiene un pregiudizio di fondo che «umilia i dirigenti scolastici» poiché vengono paragonati ai «furbetti del cartellino».

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Sabato 13 Aprile 2019, 09:34 - Ultimo aggiornamento: 13-04-2019 16:08
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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2019-04-13 12:25:21
Se dovesse passare il meccanismo di controllo dei Dirigenti scolastici la Scuola, già in profonda crisi, andrebbe letteralmente in tilt. E' questo che vogliono? Ha ragione F. Battiato! "Povera patria schiacciata dagli abusi del potere Di gente infame che non sa cos'è il pudore Si credono potenti e gli va bene quello che fanno E tutto gli appartiene Tra i governanti quanti perfetti e inutili buffoni....".
2019-04-13 10:37:18
il problema è solo per chi ha qualcosa da nascondere.

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