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Incendi, l’Italia brucia più di tutti: in un mese 33mila roghi. Allarme morti per il caldo

Sabato 23 Luglio 2022 di Paolo Travisi
Incendi, l Italia brucia più di tutti: in un mese 33mila roghi. Allarme morti per il caldo

Mentre il Paese è stretto nella morsa del caldo torrido, con il tasso di umidità che sale e la colonnina di mercurio che arriva anche a oltre 40 gradi, l’Italia raggiunge un primato per nulla invidiabile: nel 2021 è stato il primo paese in Europa e il secondo al mondo per numero di incendi registrati, 1.422, per un totale di 160.000 ettari di superficie bruciati. Si tratta del numero più alto registrato nell’ultimo decennio. Soltanto nell’ultimo mese, poi, gli interventi dei vigili del fuoco sono stati 33 mila, 4mila in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E le aspettative per il 2022 non sono migliori. 

«Ci aspettiamo dati peggiori anche per quest’anno», ha spiegato Chiara Cadeddu, ricercatrice dell’Università Cattolica di Roma. Chi sperava in un fine settimana con temperature estive sì ma non roventi non sarà accontentato. Il weekend si preannuncia bollente soprattutto in Pianura Padana, al Centro e in Puglia, dove sono attese notti tropicali. Ma le cose potrebbero cambiare da martedì, quando aria più fresca dal Nord Europa potrebbe riuscire a indebolire lo scudo anticiclonico, specie sulle regioni settentrionali. E potrebbero arrivare temporali. Tra gli effetti del caldo torrido anche il rallentamento dei treni della linea 2 della Metropolitana milanese imposto dai protocolli di sicurezza. Nel porto di La Spezia un locomotore è deragliato per i binari deformati. Torna a bruciare Roma: dopo i roghi, alcuni col sospetto di dolo, delle scorse settimane le fiamme sono comparse alla pineta di Castelfusano nei pressi di un camping. Va meglio nel Carso, devastato dagli incendi, dove, dopo due giorni di stop è tornato alla normale attività lo stabilimento Fincantieri di Monfalcone (Gorizia) ed è ripresa anche la circolazione ferroviaria. 

Tutto il centro Sardegna, il Campidano e parte della costa orientale dell’isola è a rischio «alto» per incendi. Roghi anche nel ternano e in Alto Adige. 

 

La morsa della siccità, in questa situazione, non molla la presa. Continua ad essere preoccupante la portata del Po, stimata nella sezione di Pontelagoscuro (Ferrara) a chiusura di bacino, pari a circa 114 metri cubi al secondo e quindi in costante diminuzione. Condizioni di siccità idrologica estrema caratterizzano anche le altre sezioni principali del fiume e buona parte dei suoi affluenti. Le portate risultano al di sotto dei minimi storici. Non solo, il mare continua a invadere il fiume più lungo d’Italia: la stima di risalita del cuneo salino nei rami del Delta è in aumento, con i rami del Po di Tolle, Maistra e Gnocca totalmente interessati dall’intrusione. Per il Po di Goro e il Po di Pila la lunghezza di intrusione in condizioni di alta marea è pari a 39 km e 36 km dalla costa. 
Anche la riserva di acqua disponibile nei grandi laghi è in costante diminuzione. I livelli di invaso del Lago di Como e del Lago d’Idro sono pari ai limiti di regolazione, il lago Maggiore ha un riempimento solo del 16% e -19 centimetri all’idrometro di Sesto Calende. Lago di Garda in diminuzione, con un riempimento sceso al 33%.  

Le temperature estreme di questo ultimo periodo mettono sempre più a rischio la salute delle persone, al punto che il 2022 rischia di vedere un eccesso di mortalità simile a quello visto nella torrida estate del 2003. E mentre l’afa prolungata ci mette sempre più a rischio di malattie trasmesse da zanzare, incluso il virus West Nile, tra gli esperti di salute cresce la preoccupazione su questi temi. Tanto che Walter Ricciardi, ordinario d’Igiene e Medicina Preventiva all’Università Cattolica di Roma, mette in guardia: «Migliaia di persone, nel mondo, stanno morendo per l’impatto di ondate calore» e «il nostro Paese, come il resto del mondo, non ha molto tempo per intervenire». 

Di questo si è parlato alla presentazione del dossier ‘Il cambiamento climatico in Italià, presentato dall’Italian Institute for Planetary Health. Il documento arriva in un momento di emergenza tra ondate di calore estremo, con punte di oltre 40 gradi nelle principali metropoli europee, incendi e crisi idrica. Ma l’impatto di questi campanelli d’allarme è troppo spesso sottovalutato. Già nel 2020, infatti, l’Italia ha segnato uno degli incrementi di temperatura maggiori in tutta Europa, con +1,54 C rispetto alla media del periodo 1961-1990 «ed è considerato un hot-spot climatico, ovvero un’area che continua a surriscaldarsi più velocemente della media globale». Questo ha «un impatto allarmante sulla salute pubblica», secondo gli esperti. «I primi dati - spiega Chiara Cadeddu, docente di Igiene e medicina preventiva alla Cattolica e coordinatrice del dossier -- ci fanno ritenere che nel 2022 avremo un eccesso di mortalità dovuto al caldo, come avvenuto nel 2003, quando ci fu circa il 25% in più di decessi nei mesi estivi, con punte del 32% in alcune città come Trento e Torino». 

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