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Roma, morte sulla Tangenziale: guard-rail sotto accusa. Troppo basso, non ha evitato il salto di corsia

Mercoledì 13 Luglio 2022 di Alessia Marani e Michela Allegri
Morte sulla Tangenziale, guard-rail sotto accusa: troppo basso, non ha evitato il salto di corsia

Probabilmente l'auto di Giorgia e Beatrice viaggiava a velocità sostenuta, per avere sbandato fino a invadere l'altra carreggiata e schiantarsi contro il Suv guidato dal regista Carmine Elia, ma gli inquirenti ora vogliono capire anche perché in quel tratto della Tangenziale Est, all'altezza del Foro Italico, ci sia solamente un marciapiede sparti-traffico basso invece di un vero guard-rail in grado di prevenire salti di corsia, come ci si aspetterebbe in una strada ad alto scorrimento. Ma non solo: verranno anche fatti accertamenti sulle condizioni dell'asfalto. Non a caso la Tangenziale, seppure in pieno centro urbano, rientra nella gestione della grande viabilità demandata a un dipartimento ad hoc del Comune di Roma. Dunque, servirebbe maggiore attenzione.

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L'AUTO

Così la Procura dopo la morte delle due inseparabili amiche ventenni di Monte Mario ha disposto accertamenti ulteriori e specifici sullo stato della strada sia per comprendere come mai la Citroen C3 delle ragazze sia diventata improvvisamente impossibile da controllare all'uscita della semicurva in direzione San Giovanni senza, tra l'altro, trovare alcuna barriera a impedire l'invasione della carreggiata. Carmine Elia, intanto, come atto dovuto, è indagato per omicidio stradale. Gli accertamenti vengono svolti dagli agenti della Polizia locale del XV Gruppo Cassia, mentre ieri il pm Fabrizio Tucci ha incaricato il medico legale di effettuare le autopsie. Dalla dinamica finora ricostruita dell'incidente, sia tramite le prime immagini acquisite dalle telecamere dislocate lungo quel tratto di tangenziale, sia grazie alle testimonianze messe a verbale da due automobilisti che hanno assistito allo scontro, non emergono responsabilità del regista. Elia, come lui stesso ha raccontato dal letto d'ospedale del Gemelli dove è ricoverato in codice rosso, dunque, si sarebbe visto piombare addosso l'utilitaria delle ragazze «come un missile» senza avere avuto né il tempo, né margini di manovra, per evitarla.

 

PERIZIA SUI TELEFONI

L'altra notte Nadia Valentini, la mamma di Giorgia, da Orte in provincia di Viterbo dove abita, ha provato a chiamare la figlia ininterrottamente: «Ci sentivamo tutte le sere a mezzanotte, dopo che finiva di lavorare. Invece domenica il telefonino squillava a vuoto», ha raccontato. La municipale ha sequestrato le due auto, ma anche i telefonini delle ragazze. Probabilmente verrà disposta una perizia sui cellulari per verificare se le due amiche fossero distratte in qualche modo dall'utilizzo degli smartphone, magari per rispondere o inviare un messaggino. Anche se fosse, però, la principale indiziata resta l'alta velocità che avrebbe provocato il salto di corsia e la carambola. Da accertare anche se, come è presumibile, dato che era la proprietaria del veicolo, alla guida della C3 fosse Giorgia. Per questo farà fede la relazione tecnica dei vigili del fuoco che hanno operato sul posto per liberare i corpi dalle lamiere accartocciate. Dopo l'autopsia sarà possibile dare l'ultimo saluto alle due amiche. Beatrice era chiamata «il muletto» tanta la voglia di lavorare che aveva. Una ragazza infaticabile, «senza grilli per la testa e che sognava di avere una famiglia e dei figli», come la descrivono la mamma, i fratelli e gli amici. Giorgia aspettava ieri che la madre e il suo compagno da Orte le portassero il tavolo da estetista che le sarebbe servito per aprire, finalmente, un'attività tutta sua. Ma i sogni delle due amiche si sono infranti nella notte tra domenica e lunedì sulla Tangenziale. Senza che nulla potesse fermarle.

Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 12:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA