Infermieri vendevano i morti degli ospedali alle agenzie funebri: 30 arresti

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Al vertice invece c'erano i rappresentanti di due consorzi, che dividevano i compiti e ridistribuivano le somme guadagnate. Gli infermieri agganciavano i familiari dei defunti, mettendoli in contatto con i referenti delle varie agenzie di servizi, proponendo quelle più economiche o efficienti. Questi poi fornivano dettagli e indirizzavano i clienti verso gli uffici per le pratiche. 

«Se dopo anni in camera mortuaria hai ancora dei mutui da pagare significa che non hai capito come funziona». Sono parole di un infermiere, rivolto a un altro indagato, agli atti dell'inchiesta della Procura di Bologna su un presunto business illecito legato al settore funerario. Gli infermieri, secondo le indagini, agganciavano i parenti dei defunti indirizzandoli alle agenzie funebri e venivano compensati con somme tra i 200 e 350 euro a 'lavorò.

 


È questa la catena organizzativa ricostruita dai carabinieri del reparto operativo - nucleo investigativo e della Compagnia Bologna Centro, che hanno smantellato un business legato al settore funerario. I militari stanno eseguendo un provvedimento emesso dal Gip per 30 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione di incaricato di pubblico servizio, riciclaggio e violazioni connesse alla responsabilità amministrativa degli enti. Secondo le indagini i due "cartelli" controllavano le camere mortuarie dei due principali ospedali cittadini, il Maggiore e il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi.

Per l'esecuzione delle misure, dei sequestri e per le perquisizioni sono circa 300 i carabinieri impegnati, tra le province di Bologna, Ferrara, Modena, Rimini e Gorizia. Le indagini hanno documentato anche sistematiche condotte di riciclaggio promosse e coordinate dagli indagati di vertice, con il reinvestimento del rilevante "nero" aziendale, realizzato con mancata fatturazione di parte dei servizi funerari e gestito attraverso specifiche contabilità parallele da parte di altre persone, incaricate della specifica mansione.

Lo stesso denaro veniva di fatto impiegato per soddisfare la provvista corruttiva e implementare le singole fette di guadagno.
Giovedì 17 Gennaio 2019, 10:29 - Ultimo aggiornamento: 17-01-2019 20:40
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4 di 4 commenti presenti
2019-01-18 13:44:05
C'è sempre stato con le imprese di pompe funebri, anzi per ogni ospedale avevano l'esclusiva. Poi ci sono anche gli avvocati, consigliati da qualche infermiere a chi ha avuto un incidente di macchina o di moto.
2019-01-17 20:02:29
Magari in qualche caso si sono venduti anche i vivi...
2019-01-17 15:37:16
Acqua calda...qui a Napoli è così in tutti gli ospedali....
2019-01-17 15:32:07
Caspiterina...pensavo che solo da noi del sud succedevano queste cose...e non in ospedali ben noti della "dotta Bologna" ! Stiamo inguiati a tappeto in Italia. Pene pesanti per questi sciacalli!

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